Dalla stretta attualità ai futuri scogli della vita amminsitrativa. Tanti gli argomenti di cui si è parlato oggi in «Appuntamento con Trani». Ad aprire la trasmissione con il sindaco, Gigi Riserbato, ospite di Radio Bombo, la domanda sul caso del giorno.
Sulla lite fra un cittadino ed vigile urbano, Lei cosa ha da dire?
Che al momento registro solo voci. Se qualcuno si sentirà leso, ci saranno gli atti consequenziali. L’unico atto formale di cui prendo atto è l’annuncio di un’interrogazione da parte di un partito politico che denota la volontà di rimestare nel fango.
Questione rom, come stanno le cose davvero?
Sicuramente il problema è molto serio, altrettanto certamente si è fatta molta demagogia, sono sicuro che del fatto che il prefetto avverte molto questo problema. Sulle modalità operative sarà lui a compiere le scelte migliori: per quanto ci riguarda, noi siamo per un campo nomadi autorizzato e non quelli abusivi attualmente occupati a Trani.
Dai diritti dei rom al diritto al lavoro. Come commenta la protesta delle donne nei giorni scorsi?
La protesta mi è parsa impropria e, per molti versi, manovrata. Quello della mancanza di lavoro è un disagio di centinaia di persone, molte delle quali soffrono nel silenzio il problema. Sul punto, preciso che dal 16 ottobre ho cominciato a ricevere nel pomeriggio, presso l’Ufficio servizi sociali. Pochi hanno delle belle proposte, quasi tutti chiedono un lavoro. Ma il sottoscritto non ha la bacchetta magica per dare il lavoro a chi lo chiede. Le risposte che possiamo dare sono altre.
Quali, per esempio?
Per prima cosa, lunedì approviamo in giunta i primi Piani urbanistici operativi, sui quali vi è stato nel frattempo un commissariamento ad acta, per dare un segnale concreto di efficacia ed efficienza all’azione amministrativa rimettendo in moto la macchina dell’edilizia ed il suo indotto.
Il rendiconto 2011 ha chiuso con un disavanzo di 250mila euro. Perché questa cifra è così diversa dai cinque milioni di cui si parlava?
Perché oggi abbiamo cristallizzato finalmente un quadro pregresso, poi (anche se è un paradosso), a novembre approveremo il previsionale. Quei cinque milioni sono una proiezione su cui stiamo ancora lavorando. Al momento il quadro è questo.
Il dirigente, per colmare quel disavanzo, parla di aumento dei tributi. Solo in seconda battuta suggerisce il contenimento della spesa.
L’Imu sarà al minimo sulla prima casa, mentre sulla seconda sarà incrementata, la Tarsu subirà un leggero aumento, daremo un giro di vite anti-evasione sulla Tosap, non toccheremo l’addizionale Irpef. Poi ridurremo sicuramente le spese.
Accertamento tributi in house o a cura di società esterne?
Nutro forti dubbi sulla gestione in house, perché ci mancano i dipendenti. Dovremo necessariamente esternalizzare quel servizio.
E la darsena? I sei dipendenti rischiano davvero il posto di lavoro?
Se non sarà possibile proseguire con l’affidamento in house, il servizio andrà in gara. I dipendenti non devono avere nulla di che preoccuparsi perché, nel frattempo, è in atto una proroga fino al 30 novembre.
