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Riordino province, la rabbia di Ventola: «Su Barletta-Andria-Trani la Regione ha dimostrato di non avere gli attributi»

Ha voluto meditare per qualche ora prima di convocare, assieme al Presidente del Consiglio provinciale Vincenzo Valente, una conferenza stampa in cui manifestare tutto il proprio disappunto sul Consiglio regionale di ieri, in cui si è discusso il riordino delle Province in Puglia. E questa mattina non ha avuto peli sulla lingua il Presidente della Provincia di Barletta - Andria - Trani, Francesco Ventola, nei confronti di un Consiglio regionale che “non ha avuto il coraggio di prendere delle decisioni”, di un Presidente di Regione che “non ci ha messo la faccia nell’assumere scelte importanti come il riassetto del territorio regionale nel quale è stato eletto” e dell’Assessore regionale agli Enti Locali Marida Dentamaro, “artefice di una relazione del tutto raffazzonata e contraddittoria”.

«Non nascondo di aver trascorso davvero una brutta nottata - ha esordito il Presidente Ventola, che ieri ha assistito all’intera seduta del Consiglio regionale -. Quella di ieri è stata un’esperienza da dimenticare. Un organo autorevole come il Consiglio regionale ci ha tenuto incollati per oltre dieci ore, rinviando in continuazione la discussione del punto. La cosa inizialmente lasciava ben sperare, ma lo spettacolo cui ho assistito successivamente è stato davvero indecoroso: persone elette dal popolo che non hanno il coraggio di decidere, lavandosene le mani e scaricando la “patata bollente” nelle mani di un Governo nazionale tecnico e nominato, non costituiscono certamente un buon esempio. In un colpo solo sono riusciti a prendere in giro ben 4 milioni di cittadini pugliesi: è la più grande sconfitta che la politica potesse ottenere».

Sull’andamento della seduta, Ventola ha precisato: «ho ascoltato per ore Consiglieri regionali criticare le scelte del Governo sul riordino delle Province; eppure nessuno di loro ha proposto il ricorso alla Corte Costituzionale, come invece hanno fatto altri Consigli regionali in Italia. Hanno poi apertamente contestato la relazione dell’Assessore Dentamaro, ma solo due di loro hanno espresso voto contrario (il barlettano Mennea ed il Consigliere Curto) ed uno si è astenuto (Alfarano). Per tutta la seduta c’erano Consiglieri che, sebbene lautamente pagati, lasciavano l’aula quasi stessero in un bar, dimostrando uno scarsissimo rispetto delle istituzioni. Per non parlare, poi, di quanto accaduto in sede di votazione: dei 70 Consiglieri regionali eletti ne è rimasta una ventina scarsa; uno di loro, il Consigliere barlettano Alfarano, chiedeva disperatamente il voto elettronico per verificare la mancanza del numero legale, ma veniva letteralmente ignorato dal Presidente dall’assise e dai diversi colleghi. Insomma, il teatro dell’assurdo!».

Sulle scelte politiche intraprese dalla Regione in materia di riordino delle Province, Ventola insiste: «la Puglia è l’unica Regione a non aver avuto il coraggio di fare delle scelte. In tutte le altri Regioni d’Italia si sono espressi i Cal (che in Puglia non si è mai insediato) e si è proposto di riorganizzare i territori anche andando in deroga ai parametri imposti dal Governo centrale. In Puglia, invece, tutto ciò non è avvenuto. Il Governo regionale non perde occasione per contestare le scelte del Governo nazionale, decide addirittura di sforare il Patto di Stabilità e di adire alla Corte Costituzionale rispetto ad alcuni articoli della spending review, ma su un argomento così importante preferisce far decidere al Governo: evviva la coerenza!».

La relazione sul riordino delle Province proposta in aula dall’Assessore regionale agli Enti Locali Marida Dentamaro è definita “pasticciata” dallo stesso Presidente della Provincia di Barletta - Andria - Trani. «Una relazione zeppa di contraddizioni ed errori (alcuni dei quali persino ammessi in aula) e che non tiene affatto conto delle volontà espresse dai Consigli comunali. D’altronde - ricorda Ventola - né la sua Giunta né il Consiglio regionale l’hanno approvata, e pare che lo stesso Vendola non l’abbia condivisa. Un Assessore tecnico, dunque anche lei nominata, dovrebbe prenderne atto».

Assordante, poi, l’assenza in aula del Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. «Ieri era impegnato ad inaugurare reparti nei vari Ospedali di Puglia, in piena campagna elettorale per le primarie - afferma Ventola -. Peccato che da noi, invece, i reparti e gli interi ospedali li chiuda e quando c’è qualcosa da regalare, ci regala i rifiuti! Il Governatore è la massima carica istituzionale della Regione; è stato eletto dal popolo pugliese e non può non avere il coraggio di prendere decisioni che riguardano il riassetto di tutta la Puglia».

Il Presidente della Provincia auspica poi che sia lo stesso Vendola a sedere al  tavolo con il Governo nella Conferenza unificata Stato-Regioni. «Ho fiducia nel ruolo che ricopre: auspico sia lui a far da garante delle volontà di tutti i Comuni, ed in particolar modo di quelli che non vogliono aderire alla Città Metropolitana di Bari o alla Provincia di Foggia. Di altri non ci fidiamo - spiega Ventola -. L’idea che a partecipare al tavolo sia l’Assessore Dentamaro ci mette davvero i brividi. Sono pronto a genuflettermi ed a chiedergli umilmente scusa se dimostrerà il contrario partecipando in prima persona al tavolo». Il Presidente Ventola ha poi chiuso smentendo le voci di dimissioni circolate in queste ore: «indubbiamente sono amareggiato per lo spettacolo indecoroso di ieri; deluso per quello che ho visto da un’Istituzione come la Regione e dagli uomini, o presunti tali, che la rappresentano. Ma non è mia intenzione dimettermi: sono stato eletto per rappresentare e difendere questo territorio e per fare delle scelte. Come intendiamo procedere? Continueremo ad interloquire con il Governo per far valere le volontà dei nostri comuni e vedremo se i Parlamentari pugliesi avranno gli attributi, diversamente dai Consiglieri regionali, per difendere questo territorio».

Duro anche il Presidente del Consiglio provinciale, Vincenzo Valente. «Dopo aver assistito al Consiglio regionale di ieri, mi sento ancor più in dovere di ringraziare tutti i colleghi Consiglieri della nostra Provincia. A volte sbaglieremo anche noi ma, per quello che ho visto, possiamo davvero d’insegnamento a tanti altri».


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