Il legale rappresentante di un gruppo di imprese leader a Trani nel settore della costruzione e vendita di immobili, il 34enne Gerardo Graziano, è stato arrestato dalla Guardia di finanza nell'ambito di un'indagine su una presunta evasione fiscale di 8,5 milioni di euro. Attualmente sarebbe agli arresti domiciliari.
I militari hanno sequestrato beni per oltre 2,5 milioni. L'evasione accertata, in termini di Iva ed imposte sui redditi, deriva - secondo le indagini della procura di Trani - da una sistematica sottofatturazione delle unità immobiliari vendute.
Secondo quanto ha riferito il procuratore, Carlo Maria Capristo, vi sono cinque indagati, il principale dei quali, Gerardo Graziano, è stato ristretto agli arresti domiciliari. Il motivo è legato soprattutto al volume delle imposte evase e, quindi, per frode fiscale.
Il meccanismo ruotava intorno a quote dichiarate ed altre a nero. Le stipule avvenivano con importi inferiori rispetto a quanto pagato. L’accertamento del nero è stato semplice grazie alla collaborazione dei cittadini: 170 perquisizioni che hanno sortito, tutte, lo stesso esito.
La differenza fra preliminari e rogito è stata pagata quasi sempre in contanti. Gli acquirenti non rischiano nulla, ed anche per questo hanno attivamente collaborato con le forze dell’ordine.
L'attività riguarda, nel complesso, quattro note società operanti nel settore edile, tutte aventi la sede legale in Trani, che hanno realizzato, tra il 2005 ed il 2011, ed alienato un ingente numero di unità immobiliari, per la contestazione di gravi fatti di reiterata e sistematica frode al Fisco (circa 7.500.000,00 di euro occultati all’imposizione fiscale tra il 2007 e 2011). Sono stati oltre 100 gli appartamenti “nuovi” alienati evadendo tra il 30% ed il 40% del prezzo di vendita, le cui differenze sono state corrisposte, per contanti “a nero”, al responsabile delle società, mediante una “metodica” sottostima del valore indicato nei rogiti notarili definitivi di vendita, aventi quale unica finalità l’obiettivo di sottrarre al Fisco i notevolissimi profitti assicurati dal fiorente mercato del “mattone”, producendoinevitabili effetti distorsivi sul mercato immobiliare locale.
Già nel mese di novembre 2011, i numerosi immobili di recente realizzazione, nella quasi totalità già occupati dagli acquirenti, posti sotto la lente degli investigatori, sono stati perquisiti, come anche le sedi legali delle società coinvolte. I primi riscontri sull’effettivo prezzo corrisposto per ciascuna unità abitativa, ipotizzato pressappoco pari a quello indicato negli atti preliminari di compravendita non registrati acquisiti, sono stati corroborati, tra l’altro, anche dal contenuto delle dichiarazioni fornite dagli acquirenti, i quali hanno confermato l’esistenza di flussi di denaro non documentati ovvero pagamenti corrisposti “a nero” alle locali imprese di costruzione, costituenti, pertanto, maggiori esborsi rispetto al prezzo indicato nel rogito definitivo redatto presso il notaio.
Una capillare e penetrante attività investigativa, fortificata, tra l’altro, dall’importante risultato delle verifiche fiscali eseguite nei confronti delle quattro imprese coinvolte, dal contenuto delle dichiarazioni fornite dagli acquirenti, dall’analisi della documentazione extra-contabile rinvenuta, nonché dalle risultanze degli accertamenti eseguiti presso i diversi istituto di credito, ove erano state perfezionate le pratiche per beneficiare dei mutui fondiari, hanno consentito la raccolta di una serie di importanti elementi atti a suffragare, in modo inequivocabile, le condotte penalmente rilevanti poste in essere dal rappresentante legale di tali società, in materia di frode fiscale, in considerazione degli ingenti profitti conseguiti ed occultati all’imposizione erariale.
Sono tuttora in corso sequestri preventivi “per equivalente” in Trani, relativi a disponibilità finanziarie depositate presso istituti di credito, beni mobili e un immobile di proprietà delle società e/o dell’indagato e comunque nella loro disponibilità.
Il patrimonio oggetto del sequestro preventivo “per equivalente” allo stato ammonta a poco meno di2,5 milioni di euro.
Il contesto investigativo ricostruito in modo certosino dai finanzieri vede coinvolte n. 4 società ed indagato il suo rappresentante legale per i reati di “frode fiscale”, previsti dagli artt. 3, 8 e 10 ter del D.Lgs. n. 74/2000; il rappresentante legale di altra società tranese, acquirente di n. 4 ville unifamiliari alienate da una delle società edili verificate, risulta indagato per dichiarazione infedele, ex art. 4 D.Lgs n. 74/2000, avendo effettuato pagamenti “a nero” per un ammontare pari a oltre un milione di euro, considerati ricavi non dichiarati provento delle cessioni dei prodotti commercializzati in evasione di imposta nell’anno 2005/2006.
Alla precisa e reiterata domanda di un giornalista, che chiedeva di conoscere se fra gli acquirenti vi sia stato un magistrato, non è stata data risposta, se non in termini generici: “Fra gli acquirenti vi sono tantissime categorie professionali, di ogni tipo”.
