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Riodino province, Barletta-Andria-Trani ricorre al Tar contro Governo e Regione

La Provincia di Barletta - Andria - Trani ha notificato in queste ore il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, contro la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Regione Puglia, per l’annullamento della delibera del Consiglio dei Ministri del 20 luglio scorso sul riordino delle Province e di ogni atto presupposto, connesso e comunque consequenziale, che incida sfavorevolmente sulla posizione giuridica dell’ente.

I legali incaricati dalla Provincia sono Francesco Bruno del Foro di Trani e Federico Tedeschini del Foro di Roma, con il supporto del Dirigente del Settore Contenzioso della Provincia Vito Bruno.

«Abbiamo voluto leggere attentamente le carte ed attendere che si completasse l’iter con il pronunciamento del Consiglio regionale, prima di procedere con il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, come già avevamo lasciato intendere nelle scorse settimane - ha affermato il Presidente della Provincia di Barletta - Andria - Trani, Francesco Ventola -. Sull’incostituzionalità del decreto del Governo nazionale ci siamo espressi a più riprese, ma ad essere fortemente impraticabile è anche il percorso intrapreso dalla Regione Puglia: come noto, infatti, la Puglia è l’unica Regione in Italia in cui non si è espresso il Consiglio per le Autonomie Locali, mai insediatosi sebbene esistente da diversi anni. La Regione Puglia ha provato a sostituire il Cal con la Cabina di Regia, che invece dovrebbe occuparsi di tutt’altro, ed è per questo che tutti i Presidenti delle Province della Puglia hanno deciso di non prendervi parte. Anche in Calabria vi era la stessa situazione, ma il Cal si è insediato ed ha operato in meno di un mese. Era doveroso - ha poi concluso il Presidente Ventola - intraprendere azioni legali contro un decreto che non favorisce un equilibrato riordino territoriale, non riesce a quantificare l’eventuale risparmio economico e soprattutto penalizza fortemente le identità dei vari territori provinciali, tra cui il nostro».

Sull’argomento è intervenuto l’Assessore all’Attuazione del Programma, Trasparenza e Legalità, Rapporti con gli Enti Istituzionali e Contenzioso, Sabino Troia. «Il riordino delle Province proposto dal Governo non rende giustizia all’obiettivo di contenimento dei costi che era stato prefissato - ha affermato l’Assessore Troia -. Esso infatti tocca diversi ambiti in maniera confusa e poco disciplinata, senza affatto configurare un preciso riassetto geografico e costituzionale. Svuotare le Province di competenze conclamate dalla Legge, significa andare incontro ad enormi vuoti di gestione. Le Regioni ed i Comuni non potrebbero evidentemente avocarsi certe competenze: sarebbero sovraccariche ed incorrerebbero in enormi problemi di efficienza amministrativa. A questo punto - ha poi concluso l’Assessore Troia - individueremo tutte le iniziative utili per coinvolgere le associazioni di categoria, auspicando un percorso ad adiuvandum a supporto del nostro ricorso».

Il Presidente Francesco Ventola e l’Assessore provinciale Sabino Troia hanno poi concluso soffermandosi su un aspetto economico legato al riordino delle Province. «Il Ministro Patroni Griffi - spiegano Ventola e Troia - ha a più riprese annunciato che tutte le Province italiane (non solo quelle “tagliate”) saranno commissariate a partire dal prossimo anno. Quanto costerebbe tale operazione? A titolo esemplificativo, ricordo che il Commissario prefettizio ed i subcommissari della Provincia di Barletta - Andria - Trani, insediatisi prima delle elezioni del 2009, costarono all’incirca 317mila euro. Se moltiplichiamo questa cifra per le 105 Province italiane, la manovra verrebbe a costare più di 33milioni di euro: alla faccia del contenimento della spesa!».


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