Dopo aver appreso che il Comune di Trani intende elevare al massimo (al 10,6 per mille) l’aliquota IMU sugli immobili a destinazione commerciale, artigianale e industriale, pur lasciando invariata quella sulla prima casa e sulle sue pertinenze, la Cna di Trani, esprime il profondo dissenso contro una scelta che inciderebbe in modo negativo sulle imprese della nostra città.
“L’aumento IMU - afferma il Presidente Michele De Marinis - previsto dalla Amministrazione Comunale su immobili commerciali, artigianali ed industriali, rischia di essere lo strumento per dare un colpo di grazia ad una economia già duramente provata dalla crisi presente.”
“E’ una vera e propria patrimoniale - aggiunge Giovanni Assi, responsabile CNA di Trani - su chi produce, su chi mantiene l’occupazione, su chi cerca disperatamente di sopravvivere alla crisi. Aumentare ulteriormente l’aliquota sugli immobili strumentali, significherebbe considerarli beni tesi a produrre rendite immobiliari e comporterebbe pesanti ripercussioni sulla stabilità economica della nostra città”.
“Conosciamo bene i problemi che tutti gli enti Locali stanno affrontando continua Michele De Marinis - per realizzare gli obiettivi di pareggio di bilancio, con trasferimenti di risorse sempre più ridotte, ma tutto questo non giustifica un tale accanimento fiscale sulle imprese. I mali che affliggono la Pubblica Amministrazione si risolvono solo attraverso una oculata “spending review”, definendo nuovi modelli organizzativi, e una ferma lotta agli sprechi e alla evasione.”
Per quanto sopra, la CNA, chiede che il Consiglio Comunale di Trani, mantenga su tutti gli immobili produttivi l’aliquota base del 7,6 per mille, rinnovando la richiesta di non dimenticare l’intereresse comune a sostenere il livello occupazionale e lo sviluppo del territorio.
Il Presidente CNA Trani - Michele De Marinis
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