Il dirigente della seconda ripartizione facente funzione, Pasquale Mazzone, ha impegnato la somma di 10mila euro per conferire all’avvocato Massimo Ingravalle il compito di proporre il ricorso del Comune di Trani presso il Tar Puglia, per ottenere la sospensione del provvedimento con cui la Regione Puglia ha commissariato la Casa di riposo Vittorio Emanuele II.
Come si ricorderà, il primo cittadino aveva rapidamente nominato quattro nuovo componenti il Cda dell’ente: si tratta di Franco del Nero, Dario Natalicchio, Enzo Cappetta, Savino Cormio. Dalla Regione si attendeva l’indicazione del quinto componente, che avrebbe assunto la carica di presidente come da statuto.
Invece arrivò il commissariamento della casa, nella persona della dottoressa Carmela Craca. Riserbato già all’epoca non gradì: «Nonostante in tempi rapidi avessi indicato quelle nomine – dichiarò all’epoca il sindaco -, questo non è bastato perché, nel frattempo, la giunta regionale ha nominato un commissario. E la relativa comunicazione non è stata neanche trasmessa al Comune, ma solo alla casa di riposo. Mi risulta che il commissario sia una professionista barlettana, presidente di un’associazione di quella città che fa riferimento ad un consigliere regionale del Pd (Ruggiero Mennea, ndr). Allora, quando si tornerà al voto per le regionali, i cittadini si Trani si ricordino di queste situazioni alquanto scandalose prima di votare sempre per candidati non della nostra città».
Al di là delle schermaglie politiche, l’obiettivo del Comune di Trani è garantire la funzionalità di un consiglio che dovrà lavorare alacremente per recuperare i finanziamenti per la costruzione della nuova casa di riposo. Per fare questo, però, si è ritenuto necessario impugnarne il commissariamento.
