Non una guida, ma un diario di bordo, un manuale per raggiungere le più belle località di mare, possibilmente, direttamente dal mare, fornendo al lettore-navigatore le coordinate per raggiungerle. «Le cento perle del mare italiano», di Donatella Bianchi, edito da Raieri Rizzoli, è la riproposizione su carta del percorso della fortunata trasmissione televisiva “Linea blu”, da lei condotta, per un viaggio ideale da nord a sud, da est a ovest della penisola in cento tappe, cento perle - come recita il titolo - tra fondali incredibili e spiagge incontaminate che nulla hanno da invidiare ai mari tropicali, tra isole avvolte dal mistero e borghi ricchi di storia e leggende che si tramandano di generazione in generazione.
Fra queste, anche Trani, dove Donatella Bianchi è già stata con il suo programma e, presto, vi tornerà. Intanto alla Lega navale ha potuto parlare del suo libro e della scelta, peraltro inevitabile, di inserire anche Trani fra le sue, le nostre cento perle.
L’opera rappresenta un tentativo di fotografare, descrivere e raccontare luoghi importanti che bisogna da una parte valorizzare dal punto di vista turistico, dall’altra, salvare dal degrado. «Non è stato facile ridurre a cento le perle del libro – spiega l’autrice -, perché le candidature erano ben più numerose, ma si è scelto un numero simbolico che racchiuda in ogni caso il meglio della nostra penisola. Su Trani, in ogni caso, non ho mai avuto dubbi, perché la presenza della cattedrale sul mare la rende unica a prescindere».
Per il presidente della Lega navale, Giuseppe Di Ciommo, ma anche per il sindaco di Trani, Gigi Riserbato, «il programma ed il libro di Donatella Bianchi rappresentano un’inestimabile, doppia occasione per promuovere, a costo zero, una Trani che vuole continuare a puntare in alto. “Linea blu” è una trasmissione che trasmette informazione, cultura e serenità, e che bene si abbina con il nostro modo di intendere il mare, persino quale strumento di terapia se penso all’uscita per mare promossa l’estate scorda dalla Lega navale, in favore di persone con fragilità».
L’autrice, però, quantunque rappresenti realtà dorate, non manca di porre in risalto i problemi che ne limitano fortemente la loro valorizzazione. Con un bagaglio d’esperienza di oltre 500 puntate ed almeno 350 località visitate, la Bianchi, nativa de La Spezia, considera «quanto è cambiato lo scenario non tanto dei luoghi, ma degli uomini. All’origine del programma non avrei mai immaginato che pescatori ed ambientalisti salissero sulla stessa barca, ma questo oggi avviene, anzi, è la regola. Quello che ancora non vedo è un impegno concreto della amministrazioni in favore dell’economia che ruota intorno al mare. Mi piacerebbe, per esempio, che i sindaci incentivino la pesca e che, in ogni caso, stimolino i giovani a lavorare sul mare.
Riserbato coglie il suggerimento e risponde così: «Sicuramente recepisco e faccio mio l’appello di Donatella Bianchi in direzione di un rilancio dell’economia del mare. Noi vorremmo trasformare il nostro porto in un porto turistico esteso, ma mi rendo conto che anche le ragioni della marineria sono fondate».
«Ma se io penso a tutto quello che si sta facendo sull’altra sponda dell’Adriatico – ribatte l’autrice - , è evidente che siamo indietro. Il turismo nautico va anche bene, ma andrebbe rivista la tassa di stazionamento, che fa letteralmente fuggire le barche proprio verso quelle località. Ed il comparto nautico è in grave difficoltà sul mercato interno: l’ottanta per cento delle vendite è per l’estero. Ma non c’è da sorprendersi in un paese in cui la barca vale quasi più di un elicottero e vige saldamente l’equazione barca-evasore».
Intanto, però, l’assessore al turismo, Fabrizio Sotero, fa sapere che «abbiamo un’idea di rilancio culturale di Trani proprio in chiave marittima. Dedicheremo l’intero 2013 al 950mo anniversario degli “Ordinamenta maris”, nei quali per la prima volta si diede dignità alla figura del marinaio. E stiamo pensando ad un festival ed altre iniziative che vadano proprio in quella direzione, compatibilmente con le risorse a disposizione. In questo contesto, sono certo che un ritorno di “Linea blu” a Trani ci possa aiutare tantissimo».
«Ma perché allora – rilancia Bianchi – Trani non si propone come luogo non soltanto per ricordare il passato, ma anche rendersi propositiva per il futuro? Giusto recuperare le tradizioni, ma proponiamoci come faro verso gli altri».
«Intanto, però – ha ricordato a sua l’avvocato Vittorio Tolomeo, di Traninostra –, nel 2013 saranno assegnati i fondi per le località marittime adriatiche. Anche in questa direzione dovremmo attivarci, proprio sulla falsariga di quanto bene ha fatto la Lega navale, riallacciando i rapporti con Dubrovnik».
A chi le pone infine, la domanda se non abbia mai avvertito il disagio di vedere anche gli scempi del mare ed avuto, di conseguenza, la voglia di raccontarli, Donatella Bianchi risponde così: «Noi abbiamo una nostra “mission” e la scelta di campo che abbiamo fatto è chiara. È vero, quindi, che non gridiamo mai allo scoop, ma nelle nostre trasmissioni c’è anche la denuncia: per esempio, abbiamo parlato delle trivellazioni ed ospitato ecologisti anche di Green peace. A Ponza incontrai una turista che era andata lì stimolata dal mio programma e, poi, giunta sul posto, aveva incontrato tante situazioni di degrado. Il brutto lo abbiamo anche raccontato e continueremo a raccontarlo, ma senza mai alzare i toni».
Non sono mancati gli aneddoti, compreso l’involontario impatto con un militare (donna) che, calandosi dall’elicottero, fece ruzzolare da un gommone in acqua, vestita, l’autrice del libro e del programma: «Poco prima avevo contestato ad un generale alcune sue affermazioni circa i limiti delle donne nelle forze armate. Purtroppo finì per dargli ragione».