Per «Appuntamento con Trani», in programma la domenica mattina alle 9.30 su Radio Bombo, ospite in studio oggi è stata Mimmo Triminì, candidato sindaco uscente e consigliere comunale della Democrazia cristiana. L’occasione sarà utile per approfondire i temi maggiormente dibattuti, soprattutto in materia di politiche finanziarie del Comune, proprio alla vigilia del consiglio comunale in programma domani. Ecco uno stralcio dell'intervista, mentre quella integrale apparirà sul prossimo numero de «Il giornale di Trani».
Si parla di un buco di almeno cinque milioni, ma il disavanzo del 2011 è di 275mila euro. Perché?
Perche la cifra più bassa fa riferimento all’accertato, la più alta al previsionale, tuttora da approvarsi. Si è speso in dodicesimi sulla base del presunto, adesso vedremo all’atto dell’approvazione quanto siamo realmente fuori.
Ad allargare il buco concorreranno i debiti fuori bilancio: sa a quanto ammontano?
No, e credo che non lo sappiano neanche loro. Sono aumentati negli anni e, forse sono diventati incontrollabili.
Incontrollabile per imperizia o dolo?
Sono certo che sia la prima. Se fosse dolo, sarebbe un reato.
Aumentano alcune tasse, Tarsu ed Imu (parzialmente) su tutte. Condivide l’impostazione dell’amministrazione comunale?
No, io avrei stoppato la spesa senza toccare le tasche dei cittadini.
Dove ancora si può risparmiare?
Sul patrimonio, cominciando con il recuperare i fitti non riscossi. Poi rimodulando i mutui.
Amiu sforna decreti ingiuntivi per farsi pagare dagli altri comuni, Amet rientra dal passivo. Quindi, bene così?
Bene così, ma temo che i soldi siano finiti anche lì.
La giunta ha approvato alcuni Pue, è d’accordo?
Per il bene del settore sì. Ma la legge regionale, demandando la competenza agli esecutivi, ha depresso il ruolo del consigliere. Avremmo potuto essere propositivi, non ci è stata neanche concessa l’opportunità.
