Assente, eletto come consigliere in quota alla minoranza, a consiglio comunale concluso si scopre che era già dall’altra parte.
Giuseppe Gagliardi, così, entra nella commissione giudici popolari, come supplente, al posto dell’ex alleato Francesco Laurora (rinunciatario), in quanto consigliere eletto nelle file dell’Udc. A seduta terminata, però, si sarebbe scoperto che, nel frattempo, era transitato in maggioranza, entrando nella lista Schittulli dalla quale, nel frattempo era uscito Giuseppe Paolillo. La differenza, però, è che l’ex assessore alla Polizia locale è rimasto nella coalizione di governo, mentre Gagliardi ha abbandonato l’opposizione, all’interno della quale era stato chiamato a svolgere il suo mandato consiliare.
Adesso, dunque, la maggioranza conta 22 voti complessivi, sindaco compreso, e la minoranza soltanto 11. Inoltre, la commissione in cui Gagliardi si trova è sbilanciata, tanto quanto lo sarà la commissione consiliare nella quale, prossimamente, Gagliardi troverà posto.
Dal punto di vista formale, nulla quaestio. Di sicuro, politicamente parlando, un’operazione di una scaltrezza da manuale.
