Militari del Comando provinciale della Guardia di finanza (Nucleo Pt Bari) hanno dato esecuzione, a Trani, all’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari (emessa dal Gip del locale tribunale su richiesta della Procura della Repubblica), nei confronti del tranese Giuseppe Marasciuolo, di 62 anni, esercente abusivamente l’attività di agente immobiliare e facente parte di un’associazione per delinquere, composta da cinque soggetti, finalizzata alla truffa ed alla ricettazione.
Sequestrati, inoltre, sette immobili, per un valore di circa un milione e mezzo, di euro. Ulteriori ventuno persone sono indagate per i medesimi reati, a titolo di concorso.
Le investigazioni sono scaturite da una segnalazione del collegio sindacale dell’istituto di credito “Monte dei paschi di Siena” circa presunte violazioni commesse dal direttore pro-tempore dell’agenzia 1 di Trani e della filiale di Barletta, riguardanti, in particolare, l’anomala erogazione di mutui fondiari stipulati dalle predette filiali attraverso taluni intermediari immobiliari.
I preliminari accertamenti, svolti attraverso l’acquisizione e l’analisi di circa cinquanta fascicoli relativi ad altrettanti mutui fondiari, concessi nell’arco temporale tra il 15 aprile 2005 ed il 30 aprile 2008 dai due sportelli bancari, permettevano di appurare il coinvolgimento dell’allora direttore nella commissione dei reati di truffa a danno della “Monte dei paschi di Siena” mediante l’utilizzo di atti falsi.
L’organizzazione perseguiva le proprie finalità attraverso un’articolata e strutturata metodologia, in cui erano operanti diverse figure professionali (due mediatori creditizi, un agente immobiliare ed un perito), ognuna delle quali con un ruolo ben definito nell’iter di concessione dei mutui.
In particolare, Marasciuolo ed altri due mediatori creditizi si occupavano di veicolare e predisporre le pratiche di finanziamento all’istituto di credito attraverso la compiacenza del direttore pro-tempore della citata filiale. Le istanze di finanziamento, corredate da false attestazioni reddituali (il più delle volte relative a rapporti di lavoro inesistenti) dei soggetti richiedenti il mutuo fondiario, venivano approvate dal direttore il quale, successivamente, conferiva ad un ingegnere – perito, accreditato presso il “Monte dei paschi di Siena”, l’incarico per la stima degli immobili (previamente individuati dal Marasciuolo) offerti in garanzia ipotecaria per l’ottenimento del finanziamento.
Compito del perito era quello di sovrastimare il bene offerto in ipoteca. Un esempio: un rudere del valore commerciale di 1000 euro aveva ottenuto l’erogazione di un mutuo per la somma di euro 149.085,50, in quanto fraudolentemente sopravalutato dall’ingegnere – perito.
A seguito dell’erogazione del finanziamento, attraverso ventuno mutuatari compiacenti, la relativa somma veniva letteralmente “prosciugata” – sovente attraverso prelevamenti di contante – e divisa tra i componenti dell’associazione. Il pagamento delle rate del mutuo fondiario veniva interrotto dopo pochi mesi, sicché l’istituto di credito si trovava ad intraprendere azioni di recupero che non avrebbero sortito alcun risultato utile, stante l’impossibilità di soddisfarsi su beni oltremodo sovrastimati (in alcuni casi si trattava di veri e propri ruderi) o su redditi personali inesistenti.
Gli uomini del Nucleo di polizia tributaria di Bari, sono riusciti ad individuare, attraverso complesse ed articolate indagini economico-finanziarie, i flussi finanziari nella disponibilità dei mutuatari dimostratisi insolventi, ipotizzando, per alcuni di essi, il reato di “ricettazione” per aver ricevuto od occultato danaro proveniente dalla truffa nei confronti dell’istituto bancario.
A questi ultimi, identificati, tra gli altri, anche nei figli di alcuni componenti del sodalizio criminoso, sono stati sequestrati sette immobili, per un valore di circa 1,5 milioni di euro.
