Il decreto di riordino delle Province e città metropolitane è stato approvato dal Consiglio dei ministri. «La riforma sarà attiva a partire dal 2014. A novembre 2013 si terranno, invece, le elezioni per decidere i nuovi vertici»: lo ha riferito il ministro per la Funzione Pubblica Patroni Griffi a Palazzo Chigi.
L'Italia si prepara a dire addio, così a 34 province. Il condizionale è d'obbligo però. La bozza d'entrata in Consiglio dei ministri, infatti, presenta degli omissis proprio all'articolo 3, quello più strategico perché deputato a indicare chi si fonde con chi.
Nel computo delle 52 "sopravvissute" vanno incluse le dieci città metropolitane. Che subiscono, però, un ampio restyling rispetto alle previsioni della “spending review”. In primis dal punto di vista territoriale: non saranno più obbligate a coincidere con le Province che sostituiscono. Tant'è che Milano introiterà Monza-Brianza, Firenze riaprirà le porte a Prato e Venezia accoglierà (in tutto o in parte) Padova.
In bilico la sorte di Barletta-Andria-Trani, che, anziché finire dentro Bari, potrebbe unirsi alla Provincia di Foggia.
(fonte, «Il sole 24Ore»)
