Solo gli amministratori di Amet Spa hanno aggiornato la loro situazione patrimoniale sia all’albo pretorio, sia sulla sezione “trasparenza” del sito web del Comune di Trani. Per il resto, tutto è ancora, clamorosamente, fermo a Pinuccio Tarantini: nella stessa sezione, infatti, risultano ancora, con i rispettivi redditi, il sindaco uscente insieme con alcuni vecchi fra assessori, consiglieri comunali, dirigenti ed amministratori di società partecipate. L’unica notizia nuova certa, ma deducibile dal contratto a suo tempo firmato, è che il direttore di ragioneria, Giuseppe Ninni, percepisce uno stipendio di 87mila euro lordi annuali.
Pertanto, paradossalmente, il fatto che l’Amet abbia assolto ad un obbligo di legge fa diventare questa una notizia, amplificando però in maniera imbarazzante il restante quadro. Per la cronaca, il presidente e Ad, Ninni De Toma, percepisce 34mila euro l’anno, mentre è di 19mila euro e mezzo il compenso degli altri quattro componenti il Cda: Davide Camisa; Anna Di Gennaro; Vincenzo Nenna; Domenico Paolo Serafino. Per Ninni De Toma ci sarebbero anche i 23mila euro annui come amministratore unico di Amet Energia, partecipata di Amet: questo compenso sarà percepito da gennaio 2013.
