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E nel nuovo piano regionale scolastico, a Trani rischia la «Baldassarre»: sotto di sedici alunni. Tutti i numeri

Non sono ancor sopite le polemiche nate all’indomani dell’erezione del muro di pannelli mobili per dividere in Trani le due scolaresche del Liceo “Vecchi” e del Tecnico Commerciale “Moro”, allocate in edifici contermini, che già ci si accinge a fare i conti con il nuovo dimensionamento della Rete Scolastica Provinciale e la Programmazione dell’Offerta Formativa per l’A.S. 2013/14.

La deliberazione di approvazione delle Linee Guida è la n. 2157, assunta dalla Giunta Regionale nella seduta del 29 ottobre ultimo scorso, la cui tempistica impone ai Comuni di adottare i piani relativi al dimensionamento della rete scolastica, con apposito atto deliberativo, da trasmettere alla Provincia entro il 15 novembre e prescrive alla Provincia di acquisire i Piani Comunali e di approvare e trasmettere il Piano Provinciale alla Regione ed all’Ufficio Scolastico Regionale entro il 30 novembre prossimo. La Regione, acquisiti dall’USR Puglia il parere e gli eventuali rilievi in ordine alla coerenza con l’assetto ordinamentale vigente delle proposte comunali e provinciali pervenute, sulla base dei Piani Provinciali, delibererà il Piano Regionale di programmazione della Rete Scolastica e dell’offerta formativa entro il 31 dicembre 2012.

“Va subito evidenziata la differente posizione assunta dallo Stato, relativamente al primo ciclo di studi, ovverosia quello che comprende Scuole dell’Infanzia, Primarie e Secondarie di primo grado, circa gli istituti comprensivi, imposti lo scorso anno con una sorta di “dictat”, poi cancellato dalla Corte Costituzionale ed oggi parzialmente riesumato dalla Regione ma come semplice criterio tendenziale.

Il MIUR ha però condizionato la programmazione a valle, stabilendo che il contingente dei Dirigenti Scolastici da assegnare ad ogni Regione, è decretato nella misura di uno ogni 900 alunni, fissando nel contempo la soglia di sopravvivenza degli Istituti nella forbice tra i 600 ed i 1.200 alunni iscritti.

Vero è che le scuole, il cui numero di iscritti sia sopra soglia, tecnicamente subiranno una penalizzazione, in quanto il contingente del personale ATA rimarrà comunque agganciato al tetto massimo di 1.200 alunni, con immaginabili disagi all’utenza, per via dell’organico carente”.

“Ma veniamo ai numeri della BAT. I due cicli di studi contano n. 69 Scuole Statali così suddivise: n. 45 tra Scuole dell’Infanzia, Primarie (Elementari) e Secondarie di primo grado (Medie) e n. 24 Istituti di Istruzione Secondaria di secondo grado (Superiori); la popolazione scolastica complessiva è di n. 64.384 alunni, dei quali n. 44.331 alunni del 1° Ciclo e n. 20.053 alunni del 2° Ciclo.

Algebricamente ci spetterebbero almeno n. 71 Dirigenti Scolastici (64.384 : 900 = 71,53), che ci consentirebbero di confermare persino n. 2 CPIA (Centri Permanenti di Istruzione degli Adulti), istituiti dalla Regione Puglia già lo scorso anno nelle Città di Andria e di Bisceglie, ma mai avviati dall’USR Puglia, che ne avrebbe dovuto costituire gli organici di diritto, assorbendo il personale dei CTP (Centri Territoriali Permanenti) inglobati nelle Scuole Medie “G. Salvemini” di Andria, “A. Manzoni” di Barletta, “C. Battisti” di Bisceglie, “G. Bovio” di Canosa di Puglia e “G. Rocca” di Trani ed il personale del biennio dei Corsi Serali, istituiti nelle Scuole Superiori, assecondando così il “Lifelong Learning”, caposaldo nella programmazione dell’Unione Europea”.

“Pur essendo quella della BAT, la migliore situazione in assoluto delle sei Province Pugliesi, il calo demografico comincia a farsi sentire anche da noi, soprattutto nelle Scuole Superiori, tra le quali pur svettando il Liceo Scientifico “Cafiero” di Barletta con ben 1.211 alunni, trova poi n. 7 Istituti appena al di sopra dei 600 alunni; il fanalino di coda va al “Dell’Aquila” di San Ferdinando di Puglia con soli 610 alunni.

Le situazioni limite per le quali il riassetto è ineludibile, riguardano 4 Scuole sottosoglia: l’VIII gruppo “Dante Alighieri” di Andria che conta appena 432 alunni, le due Scuole Medie biscegliesi “G. Ferraris” con n. 479 alunni e “C. Battisti” con n. 527 alunni, per le quali è ora che si vada alla fusione se non si vuole incorrere nell’ipotesi dei “Comprensivi” ed infine la Scuola Media “Baldassarre” di Trani che con 584 alunni, potremmo definire “borderline”.

Peraltro verso, non meno rilevanti si appalesano le situazioni di ben 15 Istituti al di sopra della soglia massima, dei quali particolarmente numerosi sono proprio i “Comprensivi” di nuova istituzione, come: il “Cotugno - Vaccina” di Andria che guida la classifica dei più affollati con n. 1.819 alunni ed a seguire il “De Amicis - Giovanni XXIII” di San Ferdinando di Puglia con n. 1.613 alunni”.

Questo sovrannumero ci servirà per sostenere le scuole più deboli come: l’Istituto Comprensivo di Spinazzola che ha n. 604 iscritti e la Scuola Media “Garibaldi” di Trinitapoli che ne ha 609.

I Comprensivi di Minervino Murge e Margherita di Savoia allo stato si evidenziano come gli Istituti correttamente dimensionati.

Pompeo Camero (assessore provinciale pubblica istruzione)

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