Le immagini documentano in maniera eloquente come si presentasse, ancora oggi, l’immobile di via Verdi (a lungo occupato da rom), oggetto di sgombero da cose e persone effettuato lo scorso 31 ottobre.
La cooperativa Re Manfredi, data la grande mole di rifiuti che riempiva lo stabile di via Verdi, ha fatto sapere di non poter proseguire i lavori di rimozione. E così questa mattina, contattati dall'ingegner Mario Albanese, in nome e per conto dei proprietari dell’immobile, che risiedono a Milano, gli operai della ditta “La pulita” di Andria, hanno iniziato la vera opera di bonifica del luogo dai rifiuti non prima di avere sventrato tutte le finestre e gli accessi dello stabile: obiettivo, fare arieggiare la casa, che si trovava in condizioni igienico-sanitarie del tutto inaccettabili.
Tra topi di dimensioni notevoli, i mezzi meccanici e le pale della ditta si sono fatti largo tra decine di tonnellate di rifiuti: una discarica al chiuso, una piccola bomba ecologica nella quale era impensabile che abitassero una ventina di persone in un luogo che li ha visti mangiare, dormire e, molto probabilmente, alcune delle donne dare alla luce nuove creature.
Ormai è palese che questa non è stata una soluzione al "problema", in quanto i rom per adesso si accampano presso la stazione, ma tra non molto andranno alla ricerca di un altro stabile abbandonato da occupare in maniera abusiva e ci sarà un altro proprietario che diventerà una vittima danneggiata: il proprietario di quello di via Verdi dovrà ora sborsare qualche migliaia di euro per tutto quello che sta accadendo.
E intanto, secondo quanto ci è parso di carpire dalle parole dell'ingegnere, da mesi al Comune ci sarebbe una proposta di demolizione e riqualificazione dell'area, passata nella più totale indifferenza.
