I conti del Comune sono in rosso. Eppure, al 31 agosto ammontavano a circa 600mila euro i fitti non incassati per gli immobili pubblici. E’ il paradosso che si verifica a Trani, dove per ripianare i disavanzi si ricorre anche all’aumento delle tasse (Tarsu rincarata del 25 per cento e Imu al massimo sulla seconda casa). I buchi di bilancio non sono un fatto nuovo, tanto da essere stato già denunciato dai Verdi alla Corte dei Conti durante la scorsa consiliatura. Eppure, ora, si assiste al rimpallo di responsabilità tra nuova e vecchia amministrazione comunale che, in realtà, sono la stessa cosa. “Accade – denuncia il segretario cittadino e provinciale dei Verdi, Michele di Gregorio – che coloro che, per dieci anni, sono stati sodali ed amministratori con propri assessori di riferimento (chi indicò ad esempio l’assessore alle finanze Pappolla?) e con propri rappresentanti in Amet e Amiu ed autori del disastro amministrativo in cui la nostra città si trova, addossino le proprie responsabilità alle opposizioni perché non hanno fatto nulla per contrastare lo sfascio. Vogliamo ricordare i sorrisi di scherno e le battute offensive della vecchia nonché attuale maggioranza, quando dopo ore di discussioni articolate ed oggettive in Consiglio da parte degli esponenti di minoranza, adottava provvedimenti che hanno condotto la nostra città all’attuale stato: bilanci giudicati inattendibili dai revisori, il Pug del cemento o la cementeria dei sogni”.
“Questo sistema in cui chi ha la maggioranza dei numeri comanda a proprio piacimento – aggiunge Francesco Laurora, consigliere comunale dei Verdi – ha dato la possibilità a queste persone di amministrare la nostra città fino ad oggi. E la colpa non è certo dell’opposizione! La colpa è di coloro che hanno governato negli ultimi dieci anni e che continuano a governare perché i cittadini così hanno voluto”.
