Per la presidenza del consiglio si è scelto di andare al voto. Questo l’esito della prima votazione: Sonatore 9, Maiullari 6, Cognetti 3, schede bianche 14. Il quorum richiesto era 22. Votazione, dunque, infruttuosa.
La seconda richiedeva un quorum di 17 voti. I votanti, però, erano 31. Questo l’esito: Di Leo 9, Maiullari 5, Laurora Tommaso 3, Ferrante 3, schede bianche 11. Anche in questo caso, quindi, fumata nera, ma, come si evince dallo scrutinio, Ferrante e Tommaso Laurora hanno trovato complessivamente sei voti, tre dei quali potrebbero, quindi, venire dalla maggioranza.
Vane le richieste della minoranza di andare al voto ad oltranza: per il segretario generale, Pasquale Mazzone, vista l’infruttuosità delle due votazioni, bisognerà riportare ll’argomento al prossimo consiglio comunale. Una decisione che, confortata dal respingimento di una mozione dell’avvocato Operamolla, ha visto Operamolla, Maiulari, Tortosa e Francesco Laurora abbandonare l’aula.
Subito dopo, duro intervento di Corrado: “Il partito di maggioranza relativa ne esce con le ossa rotte. Dopo sei mesi, non siamo stati capaci di fare sintesi e la minoranza ha ragione”. Replica di Musci: “Non ci sono ossa rotte. Piuttosto, perché si è silenti nelle sedi opportune e, poi, si viene qui e si sollevano problemi?”
La discussione intera si è chiusa con l’approvazione, a maggioranza, della richiesta di rinvio del punto formulata dal consigliere Paolillo.
