Tre vasche, di cui una contenente amianto. Ieri, nella conferenza dei servizi in provincia, non sarebbe stato invitato il presidente dell’Ato. E, nel complesso, «ancora troppi silenzi su una questione che appare molto più grave di quanto finora descritto. Forse l’Ekobat dovrà preoccuparci quanto e più dell’Ecoerre».
Questi i temi prevalentemente affrontati dall’Udc nel corso della conferenza stampa di stamani intorno alla discarica per rifiuti “non pericolosi” Ekobat, prevista a Trani in contrada Casarossa. «Una contraddizione in termini fra la definizione del progetto ed il suoi contenuti – dice il segretario provinciale dell’Udc, Carlo Laurora -, giacché è ormai chiaramente definito che la discarica avrà tre vasche, una delle quali deputata a contenere amianto».
Presente allo stesso tavolo anche l’omologo dei Verdi, Michele di Gregorio, per il quale «la struttura che si sta definendo è, ormai una delle più grandi piattaforme della Puglia. Siamo in presenza di un progetto veramente troppo grande per Trani, motivo per cui il Comune rompa il silenzio e torni ad esprimere un chiaro e definitivo “no” sulla questione».
La conferenza dei servizi continua ad andare avanti con l’ennesima richiesta di documentazione supplementare da parte della Provincia al proponente il progetto, un’azienda formalmente riconducibile alla Toscana. Ma il fatto che Barletta-Andria-Trani tuttora non abbia respinto il progetto è quanto più preoccupa l’Udc.
Che non esclude di avviare, congiuntamente con i Verdi, una raccolta di firme e, eventualmente, altri strumenti di coinvolgimento popolare sulla vicenda.
