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Caso caldaie, la Provincia sospende la sanzioni per assenza in casa dell'utente. A Trani, sono stati almeno cinquecento

La Provincia di Barletta-Andria-Trani ha disposto la sospensione per trenta giorni delle sanzioni dei cittadini che non si sono resi reperibili per le ispezioni degli impianti termici. Lo ha comunicato il presidente della giunta, Francesco Ventola, spiegando che, «in seguito all’ordine del giorno approvato dal consiglio provinciale (primo firmatario, Laurora, Udc), l’esecutivo si è subito attivato di conseguenza».

Resa l'informazione principale, sono arrivate giustificazioni, precisazioni ed istruzioni per l'uso: «Purtroppo - dice il presidente della Bat -, non è facile in una situazione davvero complicata per via delle tante emergenze che stiamo affrontando, non ultimo l’accorpamento con Foggia. Abbiamo, così, chiesto al concessionario di venire incontro alle esigenze che si stanno rappresentando soprattutto su Trani. Ci rendiamo conto che il servizio è partito con tempi troppo rapidi e, così, abbiamo chiesto al concessionario di sospendere l’efficacia delle sanzioni. La sospensione ha un’efficacia di trenta giorni, durante i quali l’Asax contatterà i cittadini per fissare le nuove ispezioni. Nel frattempo, istituiremo la prevista consulta provinciale e, soprattutto, le somme già incassate andranno a beneficio delle famiglie meno abbienti perché mettano il regola le loro caldaie: al momento vi sono 150mila euro circa, ma è un fondo destinato a rimpinguarsi anche con un nostro cofinanziamento».

L’assessore al ramo, Mimmo Campana, ha a sua volta precisato che «in ogni caso, è sempre doveroso ricordare che siamo in presenza di controlli di impianti per la sicurezza dei cittadini. Purtroppo, l’iniziativa è partita fra agosto e settembre e, sicuramente, è stata la mancanza di comunicazione a spiazzare e disorientare gli utenti».

Biagio Buttazzo (amministratore unico Asax), chiarisce che «siamo disponibili a sospendere momentaneamente le procedure d’incasso, quantunque ci è sembrato che gran parte delle polemiche siano strumentali a campagne elettorali imminenti. Ci siamo attenuti scrupolosamente al regolamento provinciale».

Su Trani si sono verificate 500 multe (su 800 nell’intera provincia) per la mancata presenza dell’utente in casa: soltanto cinque hanno pagato. Per gli altri 495 inizia la nuova negoziazione della data. Questi cittadini non pagheranno, quindi, almeno fino al secondo controllo, i 24 euro di sanzione previsti. Ma, intanto, dovranno provvedere, perché si presume non l’abbiano ancora fatto, a pagare la sanzione originaria per impianto non dichiarato (40 euro), insieme con i 15 per il bollino verde. Tale somma, anche per chi ha già pagato e ha regolarmente ricevuto l'ispezione domestica, non sarà restituita.

Allo stesso modo, la Provincia non ha alcuna intenzione di revocare in autotutela le determinazioni dirigenziali da cui è scaturito il contratto con l’Asax. «Non lo faremo – conferma Ventola -, perché il regolamento lo stiamo applicando. Noi abbiamo colto dei problemi e stiamo risolvendo quelli, andando incontro alle esigenze dei cittadini, rappresentati dall’ordine del giorno approvato dal consiglio provinciale. Chi non condivide questo percorso può intraprendere, legittimamente, le strade dei ricorsi all'autorità giudiziaria».

Da quel momento in poi, la conferenza stampa è diventata un forum in cui hanno preso la parola molti esponenti politici ed il clima si è infuocato. Seguono aggiornamenti.  

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