Antonio ha un volto scavato e rossiccio per il freddo, la voce leggera e una dignità immensa. Si è rivolto a noi (lo avevano già fatto su altre testate) per elevare l'ennesimo appello alle istituzioni. Si è rivolto a noi con il garbo che non ti aspetti da chi a 42 anni è in perenne ricerca di un lavoro, con la gentilezza che ti spiazza da parte di chi chiede appuntamento al sindaco o all'assessore ai servizi sociali e non trova risposta.
Antonio Somma si è rivolto a noi con la calma di un padre di due figlie (2 e 5 anni) e con la consapevolezza di non avere le capacità economiche di portare avanti una famiglia. Bollette della luce, acquedotto, gas, pagamenti arretrati che prima o poi, in qualche modo, dovrà versare. E di certo non gli basterà il contributo di 80 euro bimestrale che riceve al momento, fino a che la bimba più piccola non compirà il terzo anno di età.
Antonio non vuole regali, desidera semplicemente un trattamento dignitoso ed una possibilità per cominciare a lavorare regolarmente e pagare lo Iacp per l'appartamento nel quale vive, o meglio, sopravvive.
Mattonelle disconnesse e taglienti che hanno procurato non poche ferite alle due piccole della famiglia, infissi vetusti, arrugginiti e pericolanti, "accanto alla vasca c'è una finestra tutta corrosa sotto, penetrano degli spifferi che costringono la mia bambina piccola a vivere costantemente raffreddata", ci dice Antonio.
La situazione è abbastanza delicata già per quanto vi abbiamo descritto ma l'appartamento nel quale vivono rende il tutto ancora più drammatico: la ringhiera del balcone cade a pezzi, Antonio è corso ai ripari utilizzando del filo di ferro per non lasciare troppo spazio tra una staffa e l'altra e correre pericoli, inoltre la caldaia è malfunzionante. E a quanto pare dallo Iacp non vogliono saperne niente: "Quattro anni fa mi recai a Bari con mia suocera, proprietaria dell'appartamento (ormai deceduta), per chiedere un incontro con gli organi competenti. Erano venuti a casa per sostituirmi la caldaia vecchia (funzionante) con quella nuova: quando l'accendiamo sembra di avere una bomba in casa e l'acqua calda di colpo si raffredda dopo qualche istante. Perché nessuno viene a verificare le condizioni nelle quali viviamo?".
Un silenzio assordante circonda la famiglia Somma, mentre masticano precarietà quotidianamente, in attesa di condirla con un pizzico di umanità.
d.d.
