Il dirigente facente funzioni della quarta ripartizione, Pasquale Mazzone, ha pubblicato la determinazione che dispone la proroga dei termini di presentazione delle offerte relative a due distinti appalti integrati.
Il primo è quello per la progettazione esecutiva ed esecuzione lavori di adeguamento di parte della casa di riposo “Vittorio Emanuele II”, da adibire a servizio di pronto intervento sociale e centro socio-educativo diurno per minori. Il secondo, analogo bando, riguarda il centro sociale polivalente presso Villa Guastamacchia.
Per il centro diurno per minori, l’importo a base d’asta è stato fissato in 338mila euro, per il centro sociale polivalente in 369mila euro. In entrambi i casi, sono disponibili finanziamenti derivanti dai fondi Fesr 2007/2013. La proroga dei termini di venti giorni, accordata dal dirigente recependo diffuse richieste dei potenziali partecipanti, fa sì che il primo bando scada il 18 dicembre, il secondo il 17 dicembre.
Problemi, però, sono sorti proprio sul primo appalto. Infatti, il commissario dell’ente, Carmela Craca, ha conferito all’avvocato Massimo Vernola l’incarico di impugnare il bando di procedura aperta, dello scorso 27 settembre, con cui il Comune di Trani intende appaltare la progettazione esecutiva ed i lavori di adeguamento di parte della casa di riposo. Obiettivo, realizzarvi un centro socio educativo diurno per minori.
Il fermo convincimento del commissario è che la proprietà dell’immobile non sia del Comune (che afferma di vantare, nel suo provvedimento, il relativo diritto), ma dell’ente stesso, una ex Ipab regionale. Tanto è vero che l’atto richiamato a sostegno della propria tesi è, addirittura, una deliberazione del podestà del 1928.
Ed è già la seconda circostanza in cui Comune e casa di riposo si affronteranno nelle aule di un tribunale amministrativo. Come si ricorderà, infatti, lo scorso 26 ottobre è stato il Comune ad affidare un incarico legale, all’avvocato Massimo Ingravalle, per impugnare presso il Tar proprio il commissariamento dell’ente.
