Davvero duro a morire il malvezzo tutto tranese di abbandonare gli ombrelli rotti nel luogo in cui si rompono. Ieri, in via Tasselgardo, lo strumento per ripararsi dalla pioggia, ormai inutilizzabile, è stato addirittura gettato in un’aiuola, ad un solo metro da un cestino dei rifiuti.
Cosa spinga i cittadini a ripetere sistematicamente questo gesto istintivo di abbandonare gli ombrelli rotti per strada è davvero difficile comprenderlo. Si potrebbe pensare al fatto che l’ombrello “vive” esclusivamente per la strada e, allora, si decide che, se ivi muore, ivi lo si lascia. Qualcuno potrebbe ragionare con una distorta mentalità ecologista: «È un rifiuto speciale e non va conferito al cassonetto della raccolta dei rifiuti urbani». Molti, invece, potrebbero avere, più che ragionato, imprecato. «Ma vaffambrello!». Sicuramente, per il loro comportamento, meriterebbero un’imprecazione molto meno forbita.
Che dire, speriamo piovi poco. Perché una pioggia di cotanta ineducazione civica, a Trani, non si era mai vista.
