Ho rispolverato le carte del Consiglio Comunale del 14 novembre 2012, consiglio notoriamente interrotto dai gruppi di opposizione per vizi di forma ma portato a termine dalla sola maggioranza; l’intenzione era quella di mantenere l’impegno preso e di continuare ad informare il comune cittadino di quanto avviene nei palazzi della politica.
Ad un certo punto, rileggendo la relazione sugli equilibri di bilancio 2011, mi è venuta spontanea una domanda : quale può essere il mestiere più difficile del mondo?
L’astronauta, mi sono chiesto? Noooo o come direbbe Frassica naaaaa!!
Il fisico nucleare? Naaaa!
Il centravanti nella Juve? Naaaa!
Il mestiere più difficile del mondo in questo momento è quello del revisore dei conti in una amministrazione pubblica!
Non deve essere facile analizzare delibere di spesa disattese, spese senza delibere, debiti fuori bilancio, crediti inesigibili, aziende partecipate con bilanci da crisi e confezionare all’ultimo minuto, nel cuore profondo della notte precedente il Consiglio, un giudizio di approvazione che soddisfi il datore di lavoro ed allontani il rischio di perdere un incarico, il tutto tentando di mantenere una propria integrità professionale.
L’unica via di scampo, l’unica alternativa per mantenere un posto di lavoro assurdamente inventato per dare ad un professionista serio il compito di controllare e giudicare chi lo ha assunto è quella di confezionare una relazione “politicamente corretta” e corredata da tante prescrizioni urgenti, tante criticità da risolvere, tanti dubbi di carattere procedurale che rimangono sempre inascoltati e che si ripetono almeno tre volte all’anno per lo stesso bilancio.
Con questa considerazione nella testa che spero qualcuno possa contestarmi, ho riletto quella che sarebbe stata la mia dichiarazione di voto a proposito della delibera di esame ed approvazione del rendiconto di gestione dell’esercizio finanziario 2011 se le regole fossero state rispettate, dichiarazione che di seguito riporto.
“A mio avviso tutto ciò che riguarda i numeri è noioso e di difficile interpretazione ed è per questo che mi limiterò a valutare la delibera di rendiconto del 2011 esclusivamente da un punto di vista politico lasciando, come ho fatto altre volte, il difficile compito di parlare dei numeri ad altri colleghi.
La relazione tecnica fornitaci recita in premessa:
“Come ogni anno, al termine dell’esercizio finanziario e nel rispetto delle vigenti disposizioni normative, occorre redigere una relazione con la quale esporre le proprie valutazioni di efficacia sull’azione condotta nel corso dell’esercizio appena trascorso per evidenziare i risultati conseguiti in termini finanziari, economico-patrimoniali oltre che programmatici, secondo quanto approvato nella Relazione Previsionale e Programmatica ad inizio anno.
Come è noto, il “rendiconto della gestione” oltre ad essere” un adempimento di assoluta rilevanza nella gestione amministrativa contabile” rappresenta il momento conclusivo del processo di programmazione e controllo previsto dal legislatore nel vigente ordinamento contabile …… permettendo la valutazione dell'operato della Giunta e dei dirigenti.”
Non è pensabile però che ogni gruppo consiliare, specie quelli formati da una sola persona, possano essere in grado di leggere correttamente ed interpretare la relazione contabile; per ovviare a questa incapacità il legislatore ha previsto come allegato indispensabile al conto consuntivo la relazione di un Collegio dei Revisori che per conto dell’amministrazione e nell’interesse dei cittadini valuta i dati e fornisce una interpretazione univoca del risultato di amministrazione tale da permetterne l’approvazione in sede consiliare.
La documentazione che però è stata inviata ai singoli consiglieri nei termini di legge di 20 giorni antecedenti il consiglio è priva di questa relazione esplicativa; questa palese illegittimità, irrispettosa delle prerogative del Consiglio Comunale, limita la mia capacità di critica costruttiva sulla gestione economica operata dall’amministrazione comunale nel 2011.
Questa però è solo la prima delle irregolarità constatate.
Infatti il conto consuntivo avrebbe dovuto essere approvato entro il 30 aprile di questo 2012 pena l’assoggettamento del Comune di Trani alla condizione di ente provvisoriamente deficitario con tutte le limitazioni che a questa condizione si applicano; la giustificazione che questa amministrazione si è insediata solo nel giugno 2012 non solleva il Sindaco e la giunta dalle responsabilità di una approvazione a novembre 2012, specie se si tiene conto che la maggior parte degli attuali amministratori partecipava alla amministrazione comunale nel 2011 ed era pertanto a conoscenza del reale stato delle finanze comunali.
Ancora, un bilancio può essere ritenuto valido se parte dalla valutazione di quello che è il conto consuntivo dell’anno precedente ed in particolare da quello che è l’avanzo o malauguratamente il disavanzo della gestione precedente.
Noi sappiamo, però, che per il bilancio del 2009 è pervenuta una richiesta di chiarimenti e non ho contezza che gli stessi siano stati inviati; su di esso pende ancora un giudizio di illegittimità per una serie di fatti amministrativi che non credo sia utile ripetere ma che qui si intendono completamente richiamati.
La illegittimità del bilancio 2009 inficia di conseguenza il rendiconto del 2010 e, a cascata, rende illegittimo il rendiconto 2011
La gestione dei residui di cassa, poi, deve essere veritiera e precisa e non può essere interpretabile o utilizzabile a seconda delle necessità ma, in questo caso, con una alchimia contabile, i residui della gestione 2010 che fino al 14 ottobre 2012 sono stati tenuti in grande considerazione, all’improvviso vengono cancellati con un conseguente beneficio contabile pari ad oltre un milione di euro.
Ora è difficile che un povero medico che si affida alla moglie per tenere la contabilità familiare capisca queste cose ed una intera amministrazione invece cada facilmente in quella che io voglio chiamare una dimenticanza, grave, ma pur sempre una dimenticanza.
Per orientarmi meglio nella giungla dei numeri mi sono servito, in mancanza della relazione di fine anno, di quello che è il parere dei revisori dei conti in merito alla delibera di ricognizione dei programmi e salvaguardia degli equilibri di bilancio del 27 ottobre 2011.
Ebbene a soli due mesi dal termine dell’anno finanziario 2011 i tecnici preposti hanno espresso un parere favorevole subordinato all’immediato accoglimento di riserve che la maggior parte dei presenti dovrebbe conoscere e che potremmo così riassumere:
• acquisizione agli atti di certificazioni relative alla insussistenza di debiti fuori bilancio,
• acquisizione agli atti della non negatività del bilancio 2010,
• rideterminazione delle quote di utili AMIU,
• rideterminazione degli effetti del federalismo fiscale
e di una serie di prescrizioni quali:
• la valutazione della effettiva entità della evasione,
• la valutazione delle effettive entrate dei proventi,
• l’attivazione delle procedure di recupero crediti,
• la verifica urgente delle passività potenziali,
• la risoluzione delle criticità evidenziate nei bilanci delle società partecipate.
Nella stessa relazione ho avuto modo di vedere numeri in rosso a molti zeri che variano da 639.000, 994.000, 114.000, 129.000, 1.429.000, minori entrate dalla polizia locale, minori entrate dall’ICI, minori entrate dalla TARSU, minori entrate dall’ addizionale IRPEF, minori entrate dal condono e tanto altro ancora, ulteriormente aggravato da cause pendenti, da pagamenti operati ed operandi sulla base di decreti ingiuntivi e dai minori trasferimenti da parte dello stato.
Se da una parte le entrate sono state scoraggianti o assenti sul versante opposto, quello delle spese, non c’è stato freno anche perché un eventuale rinvio in concomitanza dell’approssimarsi della tornata elettorale sarebbe stato destruente.
Non so se a voi basta ma io, quando ho letto il disavanzo mostrato in delibera mi sono sentito perso: 247.000 euro.
Dopo aver parlato per mesi di pesante eredità, di macigni sulle spalle della amministrazione Riserbato, di irregolarità amministrative ripetute da parte delle amministrazioni precedenti ci ritroviamo con un deficit di soli 247.000 euro ed un bilancio che ci permette di affrontare nel futuro spese per 232 milioni di euro.
In soli due mesi la situazione si è capovolta ed il disavanzo di cassa si è ridotto ad una cifra che forse con una colletta cittadina potremmo appianare.
Qualcosa non quadra e sicuramente sono io a non capire la giustezza delle cifre ma se così non fosse questo bilancio sarebbe mendace e, nel dubbio, io esprimo il mio voto sfavorevole, un voto reso ancora più incisivo dalla constatazione che, come al solito, le responsabilità amministrative non vengono portate alla luce, una richiesta ed una volontà che non sono espresse per sanare recondite amarezze personali e nemmeno per punire eventuali colpevoli quanto, invece, per dissuadere gli amministratori futuri dal ripetere tali errori.
Mimmo Santorsola (consigliere comunale Sel)
