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Presidente del consiglio a Trani, ancora nessuna certezza. Dai partiti di Operamolla sarà scheda bianca

Sarà il quarto tentativo al 142mo giorno dall’insediamento dell’assemblea. Stiamo parlando dell’elezione del presidente del consiglio comunale, un provvedimento che per Trani sta diventando un tormento.

Tutto viaggia su binari paralleli irti di ostacoli: da una parte vi è il partito di maggioranza relativa, il Pdl, tuttora incapace di esprimere un nome; dall’altra un consigliere di minoranza, Fabrizio Ferrante, in favore del quale, per il disimpegno al ballottaggio che avvantaggiò sensibilmente la vittoria di Gigi Riserbato su Ugo Operamolla, vi è stata una chiara indicazione di gradimento dell’onorevole Fitto che ha, evidentemente, aperto un problema nel problema in seno al Pdl.

Nella penultima ultima riunione di maggioranza, peraltro, almeno un paio di consiglieri del Pdl, entrambi fra i candidati alla presidenza del consiglio, hanno chiesto che Fitto venga personalmente a Trani a confermare loro, oggi, se quell’impegno sia ancora valido e debba, quindi, ritenersi un’indicazione di voto ufficiale. Fino a quando questo non accadrà, la situazione non dovrebbe discostarsi granché dall’attuale.

Nell’ultima seduta, come si ricorderà, il Pdl, non avendo ancora individuato un nome, scelse di votare scheda bianca nelle uniche due votazioni realizzare. Poi, per evitare che si andasse ad oltranza, il consigliere di maggioranza indipendente, Giuseppe Paolillo, chiese ed ottenne il ritiro del provvedimento.

Domani si tornerà al voto e, tuttavia, non si conosce ancora l’orientamento del Pdl e dell’intera maggioranza, ieri impegnata nel classico pre-consiglio utile ad esaminare i provvedimenti ed assumere la linea da adottarsi.

Si conosce, invece, quella della minoranza riconducibile ad Ugo Operamolla: scheda bianca. Lo ha illustrato, dapprima, il segretario provinciale dei Verdi, Michele di Gregorio, ospite del programma domenicale di Radio Bombo: «Da quando vi è il centrodestra al governo di Trani si sono presi tutto loro. La presidenza alla minoranza, quindi, sarebbe una presa in giro legato al solo fatto che l’ha ordinato Fitto. Noi, in queste condizioni, lasceremo la scheda intonsa perché deve essere la maggioranza ad assumersi la responsabilità delle scelte».

Conferma il segretario del Pd, Maurizio Di Palma: «Pure da parte nostra scheda bianca, anche perché la maggioranza non ci ha mai coinvolto in alcuna discussione. È chiaro, quindi, che la decisione, qualunque essa sia, spetterà a loro».

Anche Fabrizio Ferrante, però, ha un problema non da poco. Questo consiglio comunale, infatti, arriva a metà strada fra il primo ed il secondo turno delle primarie del centrosinistra, quelle che potrebbero laureare Matteo Renzi candidato premier e premiare di conseguenza Ferrante, suo massimo riferimento nella Bat, con una bella posizione nel listino per il parlamento. E con un Renzi, in ogni caso, sempre incasellato nel Pd, per Ferrante diventerebbe alquanto scomodo farsi eleggere, nel frattempo, presidente di un consiglio comunale con i voti del centrodestra. L’interessato minimizza: «Vedrete che mercoledì (domani, ndr) non cambierà nulla. Continueremo a svolgere il nostro ruolo in consigli comunale e per strada, con e per la gente. La verità, alla luce del voto di queste primarie, è che sei mesi fa avremmo potuto andarci noi alla guida della città se qualcuno non avesse ostacolato quel processo di cambiamento che, come si è visto, i cittadini richiedono a gran voce».


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