L’ex macello comunale ed i capannoni Ruggia, con particolare riferimento ai suoli ubicati alle spalle dei veri e propri capannoni prospicienti corso Imbriani. Sono questi gli immobili comunali che la civica amministrazione propone alla proprietà del Supercinema, in cambio dell’acquisizione dell’ex sala cinematografica e teatro.
Si tratta, soprattutto, di suoli edificabili e, quindi, dal valore che la giunta ritiene una congrua contropartita rispetto al contenitore culturale che il Comune di Trani vorrebbe fare suo. Gli stessi immobili, peraltro, sono già stati ripetutamente oggetto di proposte di alienazione a copertura dei debiti fuori bilancio, ma nessuno li ha mai acquistati.
Per l’acquisizione dell’ex teatro, si dovrà definire lo scambio con uno dei sue immobili. Dalla vendita dell’altro arriverebbero, invece, i fondi per la ristrutturazione.
Il tempo utile per definire in maniera bonaria tale processo è di 180 giorni a partire dall’approvazione dell’atto d’indirizzo in consiglio comunale, prevista al termine della seduta odierna. Decorso tale termine, il Comune procederebbe all’acquisizione del bene attraverso lo strumento dell’esproprio.
Nel frattempo, però, già nel corso dei preliminari della seduta, il consigliere di Sel, Mimmo Santorsola, ha lamentato il fatto che, “a fronte di tale progetto, la città non può all’improvviso chiudere palazzo Beltrani dopo tutto quello che si è fatto per aprirlo e dargli vita, tanto più che ci sono quattro persone rimaste senza lavoro”.
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