Giuseppe Corrado, Pasquale De Toma, Giovanni Gargiuolo, Raimondo Lima, Giuseppe Paolillo, Gennaro Savino. Sei nomi per una richiesta: «Azzerare la giunta». È la conseguenza, senza troppi giri di parole, del tormentato consiglio comunale dell'altro ieri, che si era ben compreso già dalle prime reazioni in aula che avrebbe lasciato il segno.
I consiglieri comunali citati sono i firmatari di una lettera, consegnata questa sera al sindaco, Gigi Riserbato, in cui gli si chiede, in buona sostanza, di avviare un nuovo percorso che, tenendo conto di quanto accaduto ieri e nei primi sei mesi di governo, restituisca «una nuova ed efficace azione amministrativa per l’interesse supremo della città di Trani».
A ben guardare, cinque dei sei firmatari sono gli stessi consiglieri assenti ieri sera sul’ultimo punto approvato, vale a dire l’assestamento del bilancio. In realtà, si trattava del primo argomento discusso dopo la polemica elezione di Fabrizio Ferrante a presidente del consiglio comunale. Era ben chiaro, quindi, che si trattava di un’anticipazione di quanto, oggi, ha preso forma su carta. Con la firma aggiuntiva di quel Raimondo Lima che, quantunque presente sull’ultimo punto, non l’ha certa mandata a dire per quanto non abbia condiviso quello che è accaduto ieri sera, e non solo.
Infatti, quello che più sorprende è che il malcontento dei sei consiglieri riguardi un po’ tutto il percorso amministrativo fin qui portato avanti dal sindaco Riserbato: si potrebbe partire dal presunto, affrettato azzeramento dei dirigenti; si potrebbe terminare con la recente operazione della cooperativa anti deiezioni.
Si attendono reazioni dal sindaco, che, per il momento, oltre ad acquisire il documento, avrebbe confermato l’orientamento di aprire un sereno tavolo politico in cui confrontarsi con l’intera maggioranza. Paradossalmente, il primo cittadino sarebbe parso più sereno e meno impulsivo rispetto all’intervento di ieri in consiglio comunale.
