Con il voto nell’ultimo Consiglio Comunale il centrodestra ha mostrato tutte le sue divisioni non riuscendo – a sei mesi dal voto e dopo ben tre rinvii – ad esprimere una candidatura unitaria alla Presidenza del Consiglio.
Il centrodestra tranese, che ha dimostrato di saper essere coeso quando si tratta spendere a cuor leggero milioni di euro dei cittadini tranesi, si è invece spaccato su di una semplice, ma evidentemente assai allettante, nomina di una carica istituzionale.
Dopo tale voto appare in maniera evidente, anche chi realmente si sta impegnando nell’opposizione e chi, purtroppo, non ne ha mai avuto l’intenzione.
Per mesi ci siamo concentrati sulla politica cittadina, sul disastro finanziario del Comune, sugli spazi democratici negati, sugli aiuti e i servizi per le famiglie in difficoltà e abbiamo volutamente ignorato la politica delle spartizioni, delle ambizioni personali e delle torbide manovre di corridoio.
Ieri, tuttavia, proprio quella politica da quattro soldi ha scritto una brutta pagina nella storia della nostra città, rivelandoci anche quali obiettivi coltivasse una parte della presunta opposizione.
I consiglieri di “Uniti per Ferrante”, infatti, dopo aver contribuito in maniera determinate alla risicata vittoria di Riserbato al ballottaggio, hanno incassato il premio pubblicamente promesso in segno di riconoscenza dal ex ministro Fitto: la Presidenza del Consiglio comunale a Fabrizio Ferrante.
Ci rammarica che ad essersi reso protagonista di questo “inciucio” sia proprio il coordinatore regionale dei comitati per Matteo Renzi, il quale afferma invece di voler rottamare la vecchia politica.
Diciamo con chiarezza che tale scelta rende assolutamente e definitivamente incompatibile il percorso dei consiglieri di “Upf” con i nostri valori ed il nostro modo di intendere la politica.
Precisiamo anche che quella di Ferrante non può essere in alcun modo considerata una “presidenza di garanzia”, atteso che la maggioranza non ha mai inteso attribuire la carica alla minoranza, ma che si è trattato esclusivamente di un mero accordo sotto banco.
Dal canto nostro continueremo a fare opposizione (quella vera), presentando le nostre proposte e costruendo giorno per giorno l’alternativa a questa amministrazione e ai suoi nuovi ambigui sostenitori, convinti che la politica delle spartizioni sotto banco, delle manovre di corridoio, degli inciuci, sia una politica – questa si – da “rottamare”.
Pd Trani - Il segretario (Maurizio Di Palma)
