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"Una strada, tante storie", settimana dedicata all'artista tranese Antonio Piccinni

La nostra rubrica "Una strada, tante storie" (in collaborazione con il sig. Giuseppe Giusto) prosegue con un disegnatore tranese, Antonio Piccinni. Vi ricordiamo che per ascoltare la storia completa di questi due personaggi potrete farlo il lunedì e il sabato mattina intorno alle 10.30 nel programma di Maria Cellamare con Enzo Ronco mentre durante una delle edizioni del radiogiornale quotidiano potrete ascoltarne una piccola pillola.

Questa strada ha inizio da via P. Pansini e si conclude in via Bebio. Antonio Piccinni nacque a Trani il 14 maggio 1846, era coetaneo di un altro famoso pittore: il barlettano De Nittis, che nacque il 25 febbraio dello stesso anno. Nacque in una modesta casa in via S. Maria n.40, dove nel 1920 fu apposta una lapide commemorativa, con un epigrafe dettata da Raffaele Cotugno. Figlio del droghiere Giacinto Piccinni, e di Adelaide Lopane, Antonio fu colpito in tenera età da una infezione tifoidea grave che lo rese quasi sordo e muto. Per tale infermità si chiuse in sé stesso, dedicandosi a disegnare tutto ciò che osservava. La sua bravura fu apprezzata dal pittore tranese Biagio Molinaro, il quale lo accolse nel suo studio di Napoli dandogli lezioni di perfezionamento. Frequentò l'Istituto di Belle Arti di Napoli, dove il Maestro Domenico Morelli lo definì il "re dei disegnatori".

 

Nel 1872 superò gli esami finali, conseguendo il primo premio di onore nel disegno di anatomia dal vero. Cominciò a farsi apprezzare ed ammirare soprattutto come incisore ed acquafortista. Si trasferì a Roma, in via Sistina n.121 per svolgere attività presso l'Accademia romana. Iniziò a partecipare a diverse mostre ed esposizioni, nel 1877 fu a Venezia con il noto acquerello denominato "Il Fiammiferaio".

L'anno successivo l'Istituto Belle Arti di Napoli, avendo saputo dell'apprezzata notorietà assunta dal Piccinni attraverso le mostre delle sue opere in Europa ed in America, gli conferì il titolo di Prof. Onorario. Nello stesso anno si impose all'Esposizione Universale di Parigi con il suo quadro intitolato L'Avaro, un'incisione della Deposizione di Gesù e dodici acqueforti originali riunite in una cartella intitolata "Souvenir de Rome".

Le sue opere furono presentate in 43 esposizioni d'Arte, intanto Piccinni fissò il suo studio nella capitale in via Curtatone n.8. La sua professione di artista non gli assicurava un futuro economicamente solido e tentò di partecipare così al Concorso per una Cattedra di Disegno di Figura presso l'Accademia di Belle Arti di Torino ma non esito negativo. Accettò così le preposte dell'Ammiraglio Magnaghi, direttore dell'Ufficio Idrografico della R. Marina, che lo volle quale collaboratore con una convenzione della durata di un anno, rinnovabile, con la qualifica di pittore.

Dopo la morte dell'Ammiraglio nel 1904, venne licenziato dall'Istituto Idrografico, costretto a vivere dei rari proventi delle sue opere. Venne riassunto nell'Istituto soltanto 5 anni dopo, con la qualifica di semplice Artiere Disegnatore.

Morì a Roma il 26 gennaio 1920. La più ricca collezione di opere di quarto artista, costituita da circa 150 pezzi tra oli, disegni e acqueforti, è custodita dalla Pinacoteca Provinciale di Bari.

Tra le curiosità ricordiamo che nel 1907 il re del Siam (attuale Thailandia) acquistò l'acquerello "Nella lotta vince l'amore" per 800 lire.

Puntate

Matteo Renato Imbriani
Nicola de Roggiero
Simone de Brado, Angelo de Bramo
Giuseppe de Robertis
Maria Ciardi, Vincenza Fabiano
Felicia Nigretti, Anna Teresa Stella

Se avete foto storiche delle vie di cui tratteremo nella nostra rubrica, inviatecele all'indirizzo info@radiobombo.com

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