Il Tribunale del riesame di Bari ha confermato la misura degli arresti domiciliari per Gerardo Graziano, il 34enne imprenditore edile tranese raggiunto dalla misura cautelare lo scorso 25 ottobre nell’ambito dell’operazione “Black brick”, condotta dalla Compagnia di Trani della Guardia di finanza per conto della locale Procura della Repubblica, nella persona del sostituto procuratore Michele Ruggiero.
L’attività svolta aveva consentito di accertare, secondo quanto riferito dall’autorità giudiziaria, «la sottrazione complessiva all’imposizione fiscale, diretta ed indiretta, di 8 milioni e mezzo di euro, il tutto in un lasso di tempo compreso fra il 2005 ed il 2011». E Graziano sarebbe ritenuto responsabile di «un sistema di evasione attuato mediante sottofatturazione delle compravendite immobiliari. Il prezzo di vendita indicato nel rogito era inferiore del 30-40 per cento rispetto a quello effettivamente corrisposto dall’acquirente».
Ebbene, il collegio barese ha rigettato il ricorso con cui il legale di Graziano, Domenico Franco, aveva impugnato il provvedimento cautelare. Analogamente si era comportato il Gip, Roberto Oliveri del Castillo, che aveva accolto la richiesta di arresto formulata dal titolare dell’inchiesta, Michele Ruggiero.
Ma Graziano, sempre attraverso il suo difensore, ha in animo di impugnare il rigetto del Riesame presso la Corte di cassazione. E, nell’attesa, il Tribunale delle misure reale di Trani deve ancora pronunciarsi sull’istanza, sempre presentato dall’avvocato Franco, dei beni sequestrati a Graziano “per equivalente” al danno ritenuto commesso con i presunti illeciti.
