Chi mi conosce avrà certamente notato, ed anche da subito, che alla politica dell'apparire preferisco inevitabilmente la politica del fare. Ancorché costituisca mio preciso intendimento astenermi, per il momento, dal commentare e considerare quanto stia accadendo sul territorio locale, mi corre l'obbligo tuttavia di svolgere alcune considerazioni.
Considerazioni dettate dal difficile momento che viviamo e foriero sin anche della crescita "dell'antipolitica" e dei "movimenti" che da essa si alimentano.
Più precisamente, quando, con la mia formazione democratico-cristiana, decisi di aderire al progetto berlusconiano, prima con Forza Italia e poi con il Pdl, lo feci con grande entusiasmo, spronato come altri dalla figura di un leader carismatico che portava con sé la speranza di una politica migliore e diversa.
Oggi, purtroppo, quel sogno non c'è più.
Nel frattempo, ho cercato di continuare a fare politica nel nostro territorio con gli stessi valori che non mi hanno mai abbandonato, convinto della bontà di un progetto politico europeista e basato sull'economia sociale di mercato.
Un programma che ha visto nei moderati, e non tanto nel centrodestra come avrei immaginato, i più vivi sostenitori.
In questi giorni poi - i giorni del declino del Pdl - ho guardato con interesse a quel progetto centrista che sta esercitando il suo fascino su tanti che, come me, si sentono a disagio nel proseguire in un cammino che non è più quello promesso.
Quell'area moderata recupera l'idea solidaristica a cui mi sono sempre ispirato, e quei valori democratici e cristiani che ho cercato di mettere a servizio della mia comunità. Oggi mi sento di approfondire questa riflessione così come invito i miei amici ad evitare il naufragio di chi ha ancora qualcosa da dare e che non si sia consumato nell'era degli scandali e delle delusioni che non abbiamo sicuramente meritato e che non ci appartengono.
L'area del centro moderato può essere l'alternativa per chi ancora crede in una politica che sappia parlare il linguaggio della verità e dell'impegno responsabile per il bene comune.
Rino Savino (consigliere comunale Pdl)
