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Dall'ultimo numero de «Il giornale di Trani». Trani «città slow», quante domande senza risposta

Prima di iniziare questo ennesimo articolo sul degrado che, lento e perenne, assilla la nostra città, sarebbe opportuno sottolineare che tali segnalazioni hanno il solo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e l’Amministrazione Comunale al fine di migliorare la vivibilità del cittadino tranese. Lungi, quindi dall’accusare il Tizio o il Caio di turno, né permettere a strumentalizzazioni politiche di vario genere, tanto se il problema persiste da tempo è facile dedurne i responsabili.

E veniamo al dunque. È risaputo che la città dovrebbe essere la casa comune dei suoi residenti e, quindi, ognuno è parte in causa di ciò che non va nella propria dimora.

Il buon padre di famiglia è sempre attento alla pulizia della propria abitazione, all’efficienza dell’illuminazione, all’eliminazione di oggetti in disuso che deturpano il suo arredo, all’eliminazione di eventuali ostacoli che siano un pericolo per i propri famigliari, a punire chi in famiglia trasgredisce le regole basilari del buon vivere.

Davanti a tali osservazioni, il pensiero non può non andare ai vari cartelli pubblicitari che annunciano «Benvenuti a Trani, città slow» ed al loro significato.

«Città slow» è una rete di comuni, grandi o piccoli che siano, che si impegnano nel migliorare la qualità della vita degli abitanti e dei visitatori, trasferendo al governo cittadino le esperienze maturate nel mondo enogastronomico attraverso la rete di “Slow food”. Il titolo di città slow viene concesso a tutti quei comuni che rispettino le caratteristiche dello statuto e del regolamento di adesione. Tale titolo ha durata di tre anni e si rinnova a condizione che le amministrazioni mantengano le condizioni primarie di ammissibilità.

Sarebbe interessante sapere se tale titolo è ancora vigente come i suoi cartelli, perché, se così fosse, è opportuno che qualcuno desse delle risposte ai seguenti interrogativi.

• Chi dovrebbe interessarsi di far togliere le varie cabine telefoniche in disuso sparse per la città, oramai luogo di drogati e ricettacolo di rifiuti ed animali randagi?

• Chi dovrebbe provvedere all’efficienza dell’illuminazione stradale e delle piazze, visto che da vari mesi nessuno sostituisce i neon spenti, situati in piazza Quercia ed in piazza Sacra Regia Udienza, dopo la loro ristrutturazione?

• Chi dovrebbe attivarsi affinché la banchina del porto non rimanga spenta nelle ore serali, a discapito dell’incolumità dei passanti e dei turisti?

• Chi dovrebbe eliminare o rilanciare quel deposito/catapecchia galleggiante (ah... se potesse parlare) che deturpa l’immagine del nostro porto turistico?

• Chi dovrebbe punire i responsabili che, quotidianamente, depositano scatole e scatoloni accanto ai bidoni della spazzatura, soprattutto in piazza della Repubblica, dando l’opportunità ai soliti imbecilli con relativa prole, di giocare con tale materiale ed a fine giornata riversare il tutto nelle varie aiuole? Non sarebbe difficile risalire ai proprietari di tale merce, visto che sulle scatole ci sono le loro indicazioni.

• Chi dovrebbe tutelare la libera circolazione di pedoni, mamme con passeggini e malati in carrozzelle sui marciapiedi, visto che molto spesso l’occupazione inappropriata di sedie e tavolini, obbligano la gente a camminare sul ciglio stradale?

Ecco quindi l’esigenza di capire chi è il buon padre di famiglia di Trani, che dovrebbe essere sempre vigile e risolvere i problemi della casa/comune. Certamente ogni cittadino dovrebbe fare la sua parte, ma è altrettanto sicuro che è compito degli organi preposti a vigilare e a punire i trasgressori delle regole del buon vivere, poiché la loro assenza va a discapito di quella Trani, città slow che tanto pubblicizziamo.

Francesco Pagano (associazione Obiettivo Trani)

 

 


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