Per «Appuntamento con Trani», in programma la domenica alle 9.30 su Radio Bombo, oggi è stato ospite il consigliere comunale del Partito democratico, nonché sindaco uscente, nonché primario di ginecologia degli ospedali di Trani e Bisceglie, Carlo Avantario. Come sempre, vi proponiamo un estratto dell’intervista, di imminente pubblicazione nella sezione audio di questo sito e sul prossimo numero de «Giornale di Trani».
Ricordiamo, intanto, gli ospiti delle puntate a venire: domenica prossima, 16 dicembre, Francesco Ventola, presidente della giunta provinciale; domenica 23 dicembre, Gigi Riserbato, sindaco di Trani.
Il sindaco, Gigi Riserbato, nel corso della trasmissione di domenica scorsa aveva dichiarato un gradimento della sua persona per ricoprire la carica di presidente del consiglio comunale, ma anche di pensare che Lei non avrebbe accettato.
Lo ringrazio, ma credo che il suo sia stato un gradimento personale che, poi, non si è mai concretizzato: né il sottoscritto, né la minoranza siamo stati mai coinvolti.
Ma non crede che l’elezione di Ferrante abbia indebolito entrambe le parti politiche?
Purtroppo sì, e soprattutto l’amministrazione comunale. La verifica la chiederei anch’io, nel senso che il sindaco dovrebbe operare una profonda riflessione su quello che sta accadendo. Ha diritto di governare cinque anni, ma se non viene posto nelle condizioni di farlo, valuti con onestà intellettuale e decida.
Anche i suoi problemi, da sindaco, nacquero tutti intorno all’elezione del presidente del consiglio: trova analogie con la sua vicenda?
Sì, perché i personalismi stanno prevalendo sull’interesse comune. Allora, per la questione della presidenza del consiglio, si arrivò persino alla sfiducia del dottor Battista e, poi, alla mia.
Sia Lei a Trani, sia Maffei a Barletta, sfiduciati da una maggioranza di centrosinistra.
Questo fa capire quanto i personalismi regnino ovunque ed a prescindere delle parti politiche. E rafforza la mia convinzione che un sindaco abbia il diritto di governare per l’intero suo mandato e, se dovesse interromperlo prima, dovrebbe essere solo per sue personali dimissioni.
Vi è una vicenda giudiziaria in corso che la riguarda per fattispecie lavorative non legate alla sua figura di pubblico amministratore. Sente di dire qualcosa?
Sono sereno e fiducioso, e di sicuro, posso confermare quello che opportunamente disse qui Ugo Operamolla: non c’entra nulla con la sfera amministrativa.
