Gli agenti del Commissariato di pubblica sicurezza di Trani hanno proceduto all’arresto Antonio Altomare, tranese di 43 anni, con precedenti di polizia, perché colto nella flagranza del reato di atti persecutori aggravati, meglio conosciuto come stalking, nonché ingiurie e lesioni volontarie, commessi nei confronti di una donna di 28 anni e di suo padre.
I due, ripetutamente molestati dal responsabile, avevano prodotto numerose denunce nei suoi confronti. Tanto è vero che è già pendente, presso la Procura di Trani, un procedimento penale sempre a carico di Altomare.
Negli ultimi giorni, però, il padre della vittima aveva sporto una nuova denuncia-querela, sulla base della quale, lo scorso 6 dicembre, gli agenti erano già intervenuti, per ben tre volte, presso il domicilio della famiglia della ragazza per molestie continuate messe in atto da Altomare nei loro confronti: citofonava ripetutamente chiedendo convulsamente di parlare con la donna; bussava violentemente alla porta dell’abitazione e minacciava anche il padre. In tutti e tre i casi Altomare veniva allontanato da quei luoghi e diffidato a farvi ritorno.
Sabato scorso, però, gli agenti erano ancora richiamati sul luogo dal padre della ragazza. Altomare era all’esterno a rivolgere parole gravemente offensive ed ingiuriose nei confronti del padre della ragazza.
Intanto, però, aveva già precedentemente provato a fare irruzione nell’appartamento, riuscendo a penetrarvi approfittando di una distrazione della madre della ragazza.
Invitato ad allontanarsi dai poliziotti, Altomare fingeva di andare via, ma, invece, tornava sul posto e riprendeva a minacciare ed offendere gravemente il padre della ragazza, con un evidente atteggiamento nevrotico e determinato nei confronti della vittima. A quel punto, nuovamente fermato dagli agenti, veniva da questi accompagnato in commissariato.
All’origine dell’intera vicenda, un’infatuazione del responsabile nei confronti della ragazza, con la quale aveva avuto una breve relazione amorosa divenuta, poi, una vera e propria ossessione che era persino costata, alla donna, oltre che il cambio radicale delle abitudini di vita, la perdita del posto di lavoro.
