Stamane un pescatore, un ragazzo di 28 anni è morto sul lavoro. Questo ragazzo, quest'uomo aveva 2 figli. Cosa ci fa un uomo di 28 anni, che ha già 2 figli, in un mare gelido e sbattuto dal vento e dalle onde? È un uomo che deve dar da mangiare ai suoi figli, non può dire ai suoi bambini che oggi non si mangia perché il mare è agitato, deve andare a combattere la sua battaglia contro la natura per poter sfamare la sua famiglia.
Questa morte è assurda tante volte, è assurda perché è avvenuta sul lavoro, è assurda perché è avvenuta a 28 anni, in un ora che per i coetanei è quella del sonno dopo una bella serata al bar con gli amici, è assurda perché è avvenuta oggi, quando la fame, che molti chiamano crisi, ti impone di andare a pescare con un mare che non te lo permette.
Ora stringiamoci intorno alla sua famiglia, ai suoi bambini ma non solo simbolicamente, non abbandoniamo questa famiglia al dolore, alla solitudine, alla fame ed alla disperazione. È un dovere nostro e di chi amministra.
Rino Negrogno - Direttivo Uil-Fpl
