Il governo sarebbe orientato a presentare un emendamento al “ddl stabilità” in modo da preservare gli effetti sulle province in base ad altri provvedimenti, in primis il “Salva Italia”, dopo che ieri il decreto per il riordino delle province è stato definitivamente stoppato dopo che la Commissione affari costituzionali ha preso atto, insieme al governo, dell'eccessivo numero di emendamenti presentati.
Adesso, però, l’orientamento del governo è che nel ddl stabilità si inserisca una norma per prorogare gli effetti del Salva Italia per quanto attiene le province, e per recepire alcuni aspetti procedurali.
Nel frattempo, non si sono fatte attendere le reazioni dei due sindaci in carica dei tre comuni capoluoghi di Barletta- Andria Trani. «Dopo che abbiamo strenuamente difeso l'autonomia delle nostre comunità, contrastando l'evidente illegittimità costituzionale di una legge che puniva alcuni territori a discapito di altri – afferma il primo cittadino di Andria, Nicola Giorgino – prendiamo atto positivamente del fatto che il decreto sul riordino e sull'accorpamento delle province sia stato definitivamente accantonato. Con il ritiro di un decreto confusionario - dichiara il sindaco - che aveva l'intento di cancellare poche province in modo arbitrario e concentrare numerosi poteri su alcune realtà, senza avere il coraggio e la forza di predisporre una legge costituzionale che andasse ad eliminare tutte le province, tutti coloro che si sono battuti perché non diventassimo né periferia di Foggia né nuovamente di Bari, possono oggi esultare. Mi auguro – conclude Giorgino – che, stante la clamorosa disparità di trattamento attuata dall'assessorato agli enti locali della Regione Puglia in tema di riordino delle province, più volte denunciata dal sottoscritto e da altri rappresentanti istituzionali del territorio, l'assessore regionale Dentamaro, con un atto di dignità rassegni le proprie dimissioni».
Da Trani, Gigi Riserbato riconosce che «si stava per concretizzare nient’altro che un grande pasticcio, segno del fatto che i governi tecnici, quasi sempre, si rivelano lontani dai reali bisogni dei cittadini. Purtroppo – aggiunge – è bastato il solo progetto di accorpamento con Foggia per destabilizzare il territorio ed arrecare danni pesanti all’ente provincia, tenendo conto del fatto, per esempio, che alcuni dirigenti hanno già scelto di trasferirsi altrove utilizzando l’istituto della mobilità. Anche gli atti finanziari approvati dalla Bat, purtroppo, hanno pesantemente risentito dell’incertezza totale della programmazione futura».
