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Espropri per allargare la Trani-Andria, irreperibili tre comproprietari di un suolo: il più grande ha 136 anni...

Un esproprio rivolto a tre cittadini, rispettivamente, di 96, 109 e, addirittura, 136 anni. Gli imminenti lavori di allargamento della Trani-Andria devono passare all’interno di un fondo di proprietà di queste tre persone, ma l’Ufficio unico per le espropriazioni della Provincia di Barletta-Andria-Trani non è stato in grado, «malgrado le ricerche esperite, di individuare gli attuali ed effettivi proprietari».

Siamo in presenza, dunque, dell’unico atto di esproprio che non è stato notificato a soggetti i cui suoli saranno totalmente o parzialmente assorbiti dalle aree di cantiere. All’albo pretorio del Comune di Trani è così apparso il non riscontrato provvedimento, dal quale, tuttavia, si è, almeno, in grado di raccogliere informazioni sui valori delle procedure di esproprio in atto.

Nel caso in questione, l’ente pubblico rileva due particelle di terreno, per complessivi mille metri quadrati, pagando poco meno di 3500 euro. Si ragiona sulla base di 2,72 e 3,50 per metro quadrato, a seconda del tipo di particella in questione. Maggiore è il costo per l’abbattimento di un muro a secco presente una delle particelle: 5100 euro. Il totale dell’operazione è 8600 euro.

In questo senso, dunque, ci si sta generalmente muovendo per gli espropri sulla “strada della morte”. L’assessore provinciale al ramo, Peppino Di Marzio, ha più volte assicurato che, per l’apertura del primo cantiere, «i tempi si possono, ormai, definire molto brevi».


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