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Crisi Fortis, in strada l'amarezza dei tifosi: «Per il bene di Trani, basta con questa società»

Finora gli striscioni per strada erano serviti per stimolare i cittadini ad andare allo stadio. Questa volta l’invito è ad uno o più di un soggetto a «staccare la spina a questa società per il bene della città». La firma è del gruppo di tifosi “Trani 1929”; il destinatario del massaggio, in primis, il presidente della Fortis Trani, Paolo Abruzzese, contro il quale questo club di sostenitori aveva già aperto una forte battaglia di formale e plateale dissenso.

Infatti, dopo il documento con il quale avevano anticipato e motivato il loro sciopero del tifo, senza vessilli di alcun tipo, adesso uno striscione lo sfoderano, sì, ma solo per rappresentare alla città il loro crescente ed irreparabile disagio.

Ormai, almeno tra loro e la società, è rottura totale. Ma non tra loro ed il calcio a Trani in quanto tale. Anzi, proprio perché si ricostruiscano le basi per un nuovo progetto che il calcio lo rilanci, il loro auspicio è che «si stacchi la spina» non alla voglia di fare calcio a Trani, ma a questa società che, a loro dire, non sarebbe più, in alcun modo, in grado di raggiungere tale obiettivo per quanto sarebbe in agonia.

Fatte le debite proporzioni, mentre nella politica c’è già chi chiede le dimissioni del sindaco, nello sport c’è chi invoca che il presidente della più importante squadra di calcio se ne vada. In entrambi i casi, «per il bene della città».


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