Nell’attesa della conferenza stampa indetta per lunedì mattina, i sei consiglieri comunali che hanno richiesto l’azzeramento della giunta hanno prodotto un’interrogazione in cui sollevano un problema la cui definizione pare, ormai, pressoché indifferibile. Si tratta, infatti, dei sedici agenti di Polizia locale a tempo determinato, il cui contratto scadrà fra poco più di due settimane (il 31 dicembre) ed il cui futuro è tuttora da scrivere.
Beppe Corrado, Pasquale De Toma, Giovanni Gargiuolo, Raimondo Lima, Giuseppe Paolillo e Rino Savino, in un’interrogazione a sindaco, assessore alla polizia locale, segretario generale e presidente del consiglio comunale, ricordano in premessa sia l’imminente scadenza, sia le dichiarazioni che l’assessore al ramo, Peppino Di Marzio, rese nel corso dell’ultimo consiglio comunale (28 novembre), con riferimento al ricorso ad una proroga.
Da allora, però, non si sarebbero tuttora prodotti atti formali, nonostante «non siano esperibili altre soluzioni – scrivono i sei - se non quella di concedere un’ulteriore proroga di minimo sei mesi al fine di garantire tutti i servizi alla città di Trani».
Infatti, sempre a detta dei firmatari dell’interrogazione, «sarebbe oltremodo inimmaginabile ricorrere ad altre soluzioni (per esempio l’assunzione di agenti a tempo determinato mediante l’utilizzo di altre graduatorie in essere in altri enti locali limitrofi), che sarebbero gravemente pregiudizievoli degli agenti attualmente in servizio che, ormai da anni, prestano la loro attività in favore del Comune di Trani con enorme senso del dovere, spirito di appartenenza, abnegazione e sacrificio».
Pertanto, Corrado, De Toma, Gargiuolo, Lima, Paolillo e Savino chiedono a che punto siano gli atti per la proroga, ma anche la selezione pubblica per la definizione della nuova graduatoria, con relativa commissione giudicatrice.
Inoltre, chiedono di «conoscere le intenzioni dell’amministrazione in relazione ai contenziosi promossi da alcuni agenti a tempo determinato, alcuni dei quali (tre, in particolare) hanno ottenuto, con sentenza di primo grado esecutiva emessa dal Tribunale di Trani, l’immediata trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato ad indeterminato, con condanna dell’ente al risarcimento del danno ed alle spese di causa».
