Sono nove i soggetti raggiunti da misura cautelare (due in carcere, gli altri ai domiciliari) nell’ambito dell’operazione della Guardia di finanza di Bari, coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani, denominata “Solar” ed imperniata su presunte truffe nel settore fotovoltaico. Altre quattro persone sono interessate da analoghi provvedimenti (una in carcere, tre ai domiciliari), ma sono ancora ricercate.
In carcere vanno Vincenzo Di Gennaro (Trani, 1977) e Mario Tadeei (Isernia, 1976). Domiciliari per: Michele Giannotti (Trani, 1962); Maria Francesca Di Martino (Napoli, 1969); Ludovica Di Martino (Napoli, 1975); Umberto Piacquadio (Lucera, 1971); Fabrizio Cuccovillo (Bari, 1971); Giuseppe Affatato (Trani, 1959). Devono rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere, falso ideologico e truffa aggravata per il conseguimento di finanziamenti pubblici.
L’inchiesta parte dalla rilevazione di un anomalo accentramento di impianti fotovoltaici a Trani. Grazie anche a riprese aeree si è accertato che si era aggirato l’ostacolo della legge frazionando gli impianti, limitando la loro potenza ad un megawatt e, quindi beneficiando dei contributi pubblici. Oltre tutto, progettisti e direttori dei lavori erano sempre gli stessi.
In particolare, si è accertato che tre parchi fotovoltaici erano frazionati in più impianti: Santa Perpetua; De Cuneo; Santa Chiara. Ebbene, questi impianti, benché intestati a soggetti diversi, erano riconducibili ad un unico centro d’interessi individuato a Trani.
Da una stima, il contributo illecitamente percepito è di cinque milioni in poco più di un anno. Se si fosse proseguito con i sovvenzionamenti, della durata di vent’anni, si sarebbe giunti a cento milioni.
Il bilancio finale, oltre i tredici arresti, riferisce anche di cinque indagati. Non vi sono, fra questi, amministratori comunali, in carica o uscenti. Inoltre, in quanto ritenuti lottizzazioni abusive, tutti i terreni sono stati sequestrati.
Per Affatato, l’ipotesi è di falso ideologico e concorso in truffa aggravata. Nei permessi accordati dal Comune, in particolare, sarebbe mancata l’autorizzazione regionale. E, con riferimento alla sua posizione, il prefetto di Barletta-Andria-Trani ha espresso “dispiacere in quanto dipendente della pubblica amministrazione. Ma l’azione della Guardia di finanza testimonia dell’attenzione con cui le forze dell’ordine seguono il fenomeno”.
Un fenomeno che ha visto il 150 per cento di crescita del fotovoltaico soltanto negli ultimi due anni. E sono tutte provvidenze dello Stato che, in realtà alimentano frodi alimentate da un unico vertice. E questi soldi, peraltro, siamo anche noi a pagarli in bolletta. “Purtroppo – ha commentato il generale Vito Straziota -, è inevitabile trovarsi di fronte al fatto compiuto, ma avere stoppato il fenomeno sul nascere è per noi motivo di soddisfazione”.
