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Ragioneria, sì anche a Trani alla convenzione con la Bat. Ma Gagliardi (Ppdt) chiede un'inchiesta interna sul caso Ninni. E i dissidenti ora sono cinque

Sulla convenzione con la provincia per il servizio ragioneria in condivisione, la maggioranza (17 voti contrari, 3 favorevoli, 1 astenuto, 11 assenti) ha respinto una pregiudiziale del consigliere dei Verdi, Francesco Laurora, che ha lamentato il ritardo con cui il provvedimento è arrivato all’attenzione dei consiglieri, tenuto conto del fatto che la convenzione in provincia è stata approvata soltanto venerdì scorso.

Mimmo De Laurentis, del Pd, ha poi chiesto lumi sui reali costi di tale operazione: «Troppo semplice parlare di percentuali delle retribuzioni tabellari, ma questo servizio quanto ci costerà realmente? E cosa faranno i dipendenti dell’Ufficio Ragioneria? Visto che il termine va di moda, li rottamiamo? Sicuramente mancano gli spazi, nasceranno conflitti di competenze e, in ogni caso, non vi sono i motivi dell’urgenza. Trani ha bisogno di un dirigente stabile, sicuramente avrebbe ancora avuto bisogno di Giuseppe Ninni, e gli do atto del lavoro che è stato fatto. Adesso, ci ritroviamo al punto di partenza.

Anche il già citato Laurora ha speso alcune parole in favore di Ninni, «e ci piacerebbe conoscere i motivi che l’hanno indotto a lasciare anticipatamente l’incarico: scelta sua o è stato costretto? La convenzione con la provincia? Un’ammissione indiretta della presunta incapacità del nostro personale. Il numero è esiguo? Basterebbe reperire altri impiegati, all’interno del Comune, con capacità nel settore». Laurora, in ogni caso, ha anticipato l’abbandono dell’aula da parte sua al momento del voto.

Anche su questo provvedimento è intervenuto Riccardo Gagliardi: «Bene ha fatto il collega Laurora a sollevare il problema delle cause delle dimissioni del dottor Ninni. Si apra un’inchiesta interna e se ne approfondiscano non solo le motivazioni, ma anche quello che accede, e non da oggi, nell’Ufficio ragioneria di Trani. Il provvedimento, però, è totalmente regolare e trova la nostra massima condivisione».

Anche Musci ha supposto qualcosa di poco chiaro sull’addio di Ninni: «Mi auguro che sia andato via solo perché richiamato da Comune di Bari. Se, però, vi fosse stato dell’altro, sarebbe un segnale preoccupante. Però, a che serve abbandonare l’aula? Si critica su tutto, ma poi si va via sull’unico provvedimento che ci possa realmente rimettere in linea sul fronte della finanza pubblica. Davvero non riesco a comprendere certe dinamiche».

L’assessore al ramo, Michele d’Amore, ha risposto alle censure sollevate: «I dipendenti troveranno sicuramente spazio, anche in considerazione del fatto che, al momento, abbiamo sguarniti sia l’Ufficio affissioni, sia quello tributi. Quanto all’impegno economico, non vi saranno spese eccedenti da parte della pubblica amministrazione di Trani, anzi, vi sarà un oggettivo risparmio soprattutto per quanto riguarda l’indennità del dirigente».

A sorpresa, Mimmo Santorsola (Sel) ha preannunciato il voto favorevole al provvedimento, ma ha chiarito: «Vorrei conoscere veramente tutti i lati del caso Ninni. Se fosse necessario, si proceda anche con la seduta a porte chiuse, così da fare, eventualmente, dei nomi».

E Riserbato ha aggiunto: «Le dimissioni di Ninni sono un segnale sinistro per la città da non sottovalutare. Ma proprio per la riconoscenza che gli dobbiamo, per il lavoro che ha svolto, non abbiamo preteso il rispetto del contratto da parte sua. Il provvedimento? È vero, è una soluzione provvisoria che, mi auguro si possa prorogare. Ma auspico anche che si emani un bando di mobilità per un dirigente a tempo pieno. E, soprattutto, un concorso pubblico per titoli ed esami per un dirigente a tempo indeterminato».

Il provvedimento è stato approvato con 18 voti favorevoli, 1 contrario, 3 astenuti, 11 assenti. La maggioranza ha chiuso con 17 voti (assenti Corrado, Gargiuolo, Lima, Paolillo, Savino), cui si sono aggiunti i «sì» di Santorsola e del “rientrato” De Toma. L’unico voto contrario è stato di De Laurentis.


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