La Polizia locale ha eseguito il sequestro probatorio del fascicolo, presente presso l’Ufficio tecnico, relativo a villa Turrisana, l’immobile ubicato lungo la vecchia Trani-Bisceglie, già sequestrato il 12 ottobre 2011 perché i lavori, dichiarati di «restauro e risanamento conservativo» furono, invece, giudicati abusivi dalla magistratura, che vi accertò «un nuovo intervento edilizio».
Tali documenti, secondo quanto accertato dagli agenti, avrebbero sostituito artificiosamente gli originali, lasciando però delle tracce evidenti come, per esempio, «la testata e la scheda urbanistica della tavola numero uno – si legge nel provvedimento di sequestro – riportanti i timbri autorizzativi e che risulta su due lati attaccata con scotch trasparente».
Da qui la decisione del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Silvia Curione, di sequestrare l’intera pratica edilizia «per verificare se siano ravvisabili altri profili di difformità e se assumano rilevanza penale». In altre parole, si punta a comprendere se, in questa presunta sostituzione di documenti, vi sia stato dolo e di chi siano le responsabilità.
Problema nel problema, il consulente tecnico della Procura in tale inchiesta, Antonio Recchia, non è riuscito ad interfacciarsi con alcuno nell’Ufficio tecnico. Dopo che, infatti, lo scorso 18 dicembre è scaduto il mese di mandato “a scavalco” dell’architetto Giacomo Losapio, “prestato” per la seconda volta dal Comune di Bisceglie, la ripartizione è priva del dirigente e, fino a ieri, il segretario generale, Pasquale Mazzone, non ne avrebbe ancora assunto le funzioni.
