Impero pieno in ogni ordine di posto, con decine di persone rimaste in piedi ed altrettante costrette a tornare a casa perché arrivate tropo tardi. Un pubblico numeroso, ma anche competente e, quindi, rispettoso prima e caloroso poi nei confronti dell’Orchestra sinfonica della Capitanata che, ieri, ha intrattenuto la platea con un programma di musiche verdiane nella prima parte ed il classico repertorio viennese nella seconda.
Questo lo scenario del “Concerto di capodanno”, a cura dell’accademia musicale del circolo Acli, di Trani, l’unica associazione musicale tranese che, dall’anno 2010, è inserita nell’albo dello spettacolo della Regione Puglia. Il concerto fa parte del più ampio progetto, denominato “AcliMusica”, con il quale il sodalizio si propone di «sensibilizzare il territorio alla cultura musicale e di promuovere e valorizzare i talenti che ne sono espressione», come ha spiegato al pubblico il presidente, Antonio Di Pinto.
A porgere il saluto della pubblica amministrazione, l’assessore alla cultura, Salvatore Nardò, che ha posto in risalto «quanto ci abbiamo tenuto a ripristinare questa tradizione che era andata persa. Era da molti anni che a Trani non si teneva il Concerto di capodanno e, a giudicare dall’entusiastica risposta del pubblico, tale scelta si è rivelata azzeccata. Si è avvertito, in sala, quanto il concerto augurale alla città fosse mancato non solo negli anni, ma anche, e soprattutto, nei cuori».
Nardò, che ha anticipato una nuova manifestazione musicale interamente ispirata a Giuseppe Verdi, nell’anno che celebra il bicentenario della nascita, ha anche invitato i concittadini a seguire con lo stesso, vivo interesse, le iniziative che, a partire da marzo, celebreranno i 950 anni della promulgazione degli Statuti marittimi.
Quanto alla formazione salita sul palco dell’Impero, il direttore, Nicola Marasco, ha diretto da par suo una compagine che ha trovato nel primo violino, il tranese Alfonso Mastrapasqua, la punta di diamante di un parterre di elevata qualità, a cominciare dal dirimpettaio violoncellista, Luciano Tarantino, affermato docente presso la scuola media “Giustina Rocca”. Intorno a loro, musicisti, tutti espressione del territorio pugliese e, nella loro età media significativamente bassa, davvero autori di una perfomance complessiva di spessore.
A valorizzarla meglio, le voci del soprano, Libera Granatiero, e del tenore, Leonardo Gramegna, richiamati a gran voce, insieme con la stessa orchestra, per una raffica di bis che hanno degnamente chiuso la serata insieme con un applauso, commosso e sincero, alla notizia dell’improvvisa morte di Valerio Negrini, il paroliere dei Pooh con i quali, fra gli altri, l’Orchestra della Capitanata ha più volte collaborato.
