ASCOLTA LA RADIO FM 101 Mhz
Radiobombo
DAL 1978 LA RADIO DI TRANI - DAL 1999 IL PRIMO GIORNALE ONLINE DI TRANI

Pettinicchio contro il «suo» Trani: «Vi porto sempre nel cuore. Auguro alla Fortis di riprendersi, ma solo dopo Taranto...»

Giro di boa nel campionato di serie D ed il Trani torna ad incrociare i guantoni con il Taranto che già l’aveva battuto due volte nella gara d’apertura del torneo: la prima fu vanificata dall’infortunio dell’arbitro; la seconda fu vittoria vera e meritata degli ionici. Su quella panchina, da lì a poco, si sarebbe seduto Giacomo Pettinicchio, l’allenatore più amato degli ultimi anni a Trani, l’ultimo a vincere un campionato con la Fortis.

Mister, con quale spirito affronterà il Trani?

Intanto consentitemi di salutare tutti i tifosi tranesi, cui sono molto legato per le due annate fantastiche vissute nella vostra città. Purtroppo questa sfida arriva in un momento difficile sia per loro, sia per noi. Mi auguro che il Trani ne esca al più presto, ma solo dopo la partita con la mia squadra.

Per Lei, però, allenare la prima squadra della sua città era sempre stato un sogno.

Sono stato fortunato ad essere chiamato da questa società che tanto si sta adoperando per riportare il Taranto ai livelli che gli competono. Ho ereditato una situazione difficile, ma di fronte alle difficoltà non mi sono mai tirato indietro, tutt’altro.

Il Trani ha iscritto cinque allenatori a referto nel solo girone d’andata. Come giudica, dall’esterno, quello che è accaduto?

Mi sembra sia il frutto di una certa confusione , inevitabile quando si cambiano tanti allenatori e giocatori. Molto probabilmente c’è qualcosa da rivedere, ma ripeto, la mia speranza è che questo avvenga dopo la sfida con il Taranto.

Ma che Trani si aspetta di trovare?

Sarà una totale incognita, ci aspetta una partita un po’ alla cieca.

Aquino ha dichiarato di prediligere il 4-4-2.

Può dire tanto e può non dire niente, vedremo sul campo.

Questo Trani è una squadra altra rispetto a quella di inizio stagione. E riaffiorano i ricordi di quello che accadde a Lei nel secondo anno, dopo che Flora lasciò la società ad Alberto Altieri. Qualcuno dice che quel Trani si salvò solo grazie ai punti giunti in dote nella prima parte del campionato. A noi, invece, pare che Lei e quei giocatori vi metteste molto di vostro per salvarvi.

È proprio così. È chiaro che ognuno è libero di dire quello che vuole e che quei punti del girone d’andata servirono, ma è fuori di dubbio che nella seconda metà del campionato fu fatto un lavoro incredibile da parte di tutti, dal presidente Alberto Altieri a Nicola Cosentino, da Pasquale Di Filippo a tutti coloro che lavoravano con me. C’era un gran bel clima, nonostante le difficoltà si pensava positivo e la salvezza arrivò meritatamente, anzi alla fine arrivammo persino ottavi con 44 punti pur salvandoci all’ultima giornata.

Quello che sta accadendo quest’anno sta riabilitando anche il lavoro del suo concittadino ed amico Franco Delli Santi.

Assolutamente sì. Lui aveva sempre provato a dare un’impronta alla squadra, ma non gli fu possibile ottenere i risultati che meritava perché la squadra cambiava troppo e, con queste difficoltà, anche per un allenatore bravo come lui diventa difficile.

Prima che lo scorso anno giungesse a Trani Franco Delli Santi, si parlava ancora dell’ipotesi di una sua conferma. Alla luce di tutto quello che è accaduto, è bene come sia andata?

Il meglio, per me, è essere arrivato a Taranto, ad allenare la squadra della mia città: davvero è un’emozione che non ha prezzo. Ma un giorno, ve lo assicuro, mi piacerebbe davvero tornare ad allenare a Trani. Intanto, permettetemi di salutare di nuovo, e di cuore, tutti i tranesi. Trani mi è rimasta veramente nel cuore.

Qui è disponibile l'audio dell'intervista a Giacomo Pettinicchio. Sotto, invece, il video della festa salvezza dopo la vittoria di Grottaglie dell'8 maggio 2011.


Notizie del giorno

Alta marea anomala, l'acqua invade il piazzale della Lega navale Vento impetuoso, giù tre alberi: nessuna conseguenza Emergenza vento: villa comunale chiusa, verifiche sul verde pubblico Patronale, diffuso il programma: «Sarà festa della meraviglia» Caso fotografo, parla il legale: «Adulterio scoperto e macchinazione ai suoi danni, altro che stalking» Battiti, accertati danni in piazza Quercia. Galiano in radio: «Riparandoli, si ripulirà anche la pavimentazione» Campane, appello Amiu ignorato: ecco i primi abbandoni selvaggi. Galiano: «Saremo severi» Il Trani si è radunato e profuma di rosa: un abbonato su cinque è donna Memorial Avantario, lo Sporting ricorda il «sindaco gentiluomo» con il tennis TRANINCHIARO. Maggioranza compatta, ma ai vertici perde un’occasione politica «Ripartire dal mare per rilanciare la blue economy»: il talk di Forza Italia con sindacati e categorie Oasi è tornata in centro: nuova sede e servizi per anziani e migranti Sant'Anna, prosegue il percorso verso la festa Regolamento dehors, oggi incontro in biblioteca per illustrarlo e confrontarsi Rotary e giovani, oggi in biblioteca confronto sul futuro del volontariato digitale "Dove il futuro mette radici": focus su giovani, lavoro e sviluppo della Puglia questo mercoledì in biblioteca Cultura incontra città, per «Agorà» di Tranensis domani Trifone Gargano Ottocento anni di memoria francescana: Fondazione Seca porta in piazza Duomo il 22 agosto il musical «Forza venite gente» Siepi, taglio in corso. Fino alla prossima emergenza Finti benefattori trasformano marciapiede in discarica: «Quando ho preso la targa è fuggito» Galiano in radio: «Calice soppresso? Non è ancora detto». E riapre al Giullare Ponte sulla Trani-Andria, si varano le travi: disagi fino a fine mese «La notte dei figli delle stelle», Trani unita nel nome di Saverio Prosegue il progetto "Il Sogno di Angelica": da Trani al Kenya la solidarietà non si ferma Stalking contro ex genero, chiesto giudizio per fotografo tranese Emergenza caldo, gli ingegneri Bat: «Sicurezza cantieri sia parte integrante della progettazione» Emergenza caldo, Merra (Gs) pensa anche agli animali: «Si tutelino con idonee misure» Da Kubrick a Hitchcock, passando per Antonioni: torna «Cinema fuori museo» di Fondazione Seca