Giro di boa nel campionato di serie D ed il Trani torna ad incrociare i guantoni con il Taranto che già l’aveva battuto due volte nella gara d’apertura del torneo: la prima fu vanificata dall’infortunio dell’arbitro; la seconda fu vittoria vera e meritata degli ionici. Su quella panchina, da lì a poco, si sarebbe seduto Giacomo Pettinicchio, l’allenatore più amato degli ultimi anni a Trani, l’ultimo a vincere un campionato con la Fortis.
Mister, con quale spirito affronterà il Trani?
Intanto consentitemi di salutare tutti i tifosi tranesi, cui sono molto legato per le due annate fantastiche vissute nella vostra città. Purtroppo questa sfida arriva in un momento difficile sia per loro, sia per noi. Mi auguro che il Trani ne esca al più presto, ma solo dopo la partita con la mia squadra.
Per Lei, però, allenare la prima squadra della sua città era sempre stato un sogno.
Sono stato fortunato ad essere chiamato da questa società che tanto si sta adoperando per riportare il Taranto ai livelli che gli competono. Ho ereditato una situazione difficile, ma di fronte alle difficoltà non mi sono mai tirato indietro, tutt’altro.
Il Trani ha iscritto cinque allenatori a referto nel solo girone d’andata. Come giudica, dall’esterno, quello che è accaduto?
Mi sembra sia il frutto di una certa confusione , inevitabile quando si cambiano tanti allenatori e giocatori. Molto probabilmente c’è qualcosa da rivedere, ma ripeto, la mia speranza è che questo avvenga dopo la sfida con il Taranto.
Ma che Trani si aspetta di trovare?
Sarà una totale incognita, ci aspetta una partita un po’ alla cieca.
Aquino ha dichiarato di prediligere il 4-4-2.
Può dire tanto e può non dire niente, vedremo sul campo.
Questo Trani è una squadra altra rispetto a quella di inizio stagione. E riaffiorano i ricordi di quello che accadde a Lei nel secondo anno, dopo che Flora lasciò la società ad Alberto Altieri. Qualcuno dice che quel Trani si salvò solo grazie ai punti giunti in dote nella prima parte del campionato. A noi, invece, pare che Lei e quei giocatori vi metteste molto di vostro per salvarvi.
È proprio così. È chiaro che ognuno è libero di dire quello che vuole e che quei punti del girone d’andata servirono, ma è fuori di dubbio che nella seconda metà del campionato fu fatto un lavoro incredibile da parte di tutti, dal presidente Alberto Altieri a Nicola Cosentino, da Pasquale Di Filippo a tutti coloro che lavoravano con me. C’era un gran bel clima, nonostante le difficoltà si pensava positivo e la salvezza arrivò meritatamente, anzi alla fine arrivammo persino ottavi con 44 punti pur salvandoci all’ultima giornata.
Quello che sta accadendo quest’anno sta riabilitando anche il lavoro del suo concittadino ed amico Franco Delli Santi.
Assolutamente sì. Lui aveva sempre provato a dare un’impronta alla squadra, ma non gli fu possibile ottenere i risultati che meritava perché la squadra cambiava troppo e, con queste difficoltà, anche per un allenatore bravo come lui diventa difficile.
Prima che lo scorso anno giungesse a Trani Franco Delli Santi, si parlava ancora dell’ipotesi di una sua conferma. Alla luce di tutto quello che è accaduto, è bene come sia andata?
Il meglio, per me, è essere arrivato a Taranto, ad allenare la squadra della mia città: davvero è un’emozione che non ha prezzo. Ma un giorno, ve lo assicuro, mi piacerebbe davvero tornare ad allenare a Trani. Intanto, permettetemi di salutare di nuovo, e di cuore, tutti i tranesi. Trani mi è rimasta veramente nel cuore.
Qui è disponibile l'audio dell'intervista a Giacomo Pettinicchio. Sotto, invece, il video della festa salvezza dopo la vittoria di Grottaglie dell'8 maggio 2011.
