La nostra rubrica "Una strada, tante storie" (in collaborazione con il sig. Giuseppe Giusto) prosegue con Francesco Cutinelli. Vi ricordiamo che per ascoltare la storia completa di questi due personaggi potrete farlo il lunedì e il sabato mattina intorno alle 10.30 nel programma di Maria Cellamare con Enzo Ronco mentre durante una delle edizioni del radiogiornale quotidiano potrete ascoltarne una piccola pillola.
Dal civico 61 di via Beato A. Di Francia a via G. A. Pugliese (delibera dell'8 gennaio 1970). Prima della costruzione del cavalcaferrovia (1984) via Cutinelli terminava con il fabbricato posto di fronte alla via e indicato con il numero civico 44 (ora n.5 di Viale delle Forze Armate). Successivamente, la nuova strada e la chiusura al traffico di un'area di proprietà privata, hanno ridotto questa via a soli cinquanta metri.
Francesco Cutinelli nacque a Spinazzola il 5 ottobre 1867 da famiglia titolata, ma del titolo nobiliare di marchese, non se ne dava vanto. Visse a Trani da piccola età dove studiò presso il liceo Davanzati. Fu noto ed apprezzato avvocato, letterato, oratore, scrittore e poeta. Fu assessore alla pubblica istruzione.
Fondò una Università Popolare che ebbe sede nella ex Scuola di S. Francesco, dov'è ora la nuova sede della Biblioteca Comunale. Della università Popolare ne faceva parte lui stesso ed il poeta dialettale tranese Francesco Ferrara.
Fu eletto Sindaco di Trani nel 1923, all'epoca del trasferimento della Corte d'Appello da Trani a Bari, per il quale lottò invano pubblicando nello stesso anno "Per la conservazione dei Collegi giudiziari a Trani" e "Al Consiglio dei Ministri per la Corte d'Appello di Trani", stampati dall'editore V. Vecchi.
Nello stesso anno (1923) fu deposto da Sindaco dal regime fascista e sostituito al Comune dal Commissario Prefettizio Mario Sani. Decise quindi di trasferirsi anche lui a bari, dove morì il 16 gennaio 1947. Sua la proposta per l'intitolazione di strade cittadine a Edoardo Fusco, Arcangelo Prologo, Lorenzo Festa Campanile, Nicola Tomaselli, Biagio Molinari e Antonio Piccinni.
Fu autore di varie opere teatrali: I Valmira, La penna, Il peccato. Opere letterarie come Nuovo Ideale, Pensieri sull'arte, Profili d'amore, Studio sui canti del popolo pugliese e sulla letteratura dialettale, Paolina Leopardi ed altre.
Nel 1890, ancora giovanissimo, fondò un giornale: il Rudel, settimanale stampato dalla tipografia F.lli Laghezza, ma che ebbe breve durata.
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