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Cani emarginati? Tre richieste della Leidaa al sindaco di Trani: «Sgambamento a villa Bini, ingresso in villa e regolamento comunale»

Una lettera aperta al sindaco per rappresentargli «un'esigenza che interessa una buona parte dei cittadini tranesi, in particolare coloro che posseggono un cane, ma che indirettamente coinvolge anche tutto il resto della cittadinanza». Ne è autrice, Raffaella Merra, presidente della Leidaa di Trani, per sottoporre al primo cittadino un altro impellente problema legato al rapporto con il mondo degli animali.

«Tante famiglie – scrive Merra - hanno deciso di portare nella loro casa un amico a quattro zampe. Notiamo però, con rammarico, che non vi sono aree verdi per lo sgambamento dei cani, e quanto questa attuale amministrazione stia evidenziando una cultura cinofoba che non giova alla crescita di civiltà che questa città deve proporre e perseguire».

Merra continua accusando: «Vi chiediamo se non si stia davvero esagerando con questa insofferenza. Questi eccessivi divieti, che proibiscono l'entrata dei cani nella villa comunale, nelle aree verdi, e anche qualsivoglia spazio inerbito nei pressi del centro cittadino, stanno provocando grande preoccupazione tra i proprietari per la gestione dei propri inseparabili amici. Soprattutto perché, in alternativa, non viene messo a disposizione della cittadinanza tutta (perché ne gioverebbero tutti), uno spazio verde riservato allo sgambamento dei cani, facilmente raggiungibile e fruibile sempre».

Secondo Merra, «il problema di limitare gli spazi di libero accesso ai cani, immaginiamo sia sorto in quanto vi sia ancora poco senso civico tra la popolazione, ma chi non ha senso civico, non lo ha neanche senza cane. Non è accettabile che siano i cani a dover pagare la superficialità o l'incapacità degli esseri umani: in alcune zone della città non vi sono, forse, più cartacce, bottiglie rotte e spazzatura che escrementi?».

E le proposte? Merra suggerisce: «Ci sono tante zone verdi completamente abbandonate, ma si può pensare anche a Villa Bini. Inoltre – prosegue -, invitiamo il sindaco a modificare l'ordinanza che vieta l'entrata dei cani nella villa comunale, sia per dare seguito alle necessità di una parte consistente della popolazione, sia per  non disincentivare le adozioni dei molti cani presenti nei nostri rifugi. Non da ultimo, approvare quanto prima il regolamento comunale in materia di animali.

Se ancora una volta non verremo ascoltati – anticipa e conclude Merra -, nostro malgrado saremo costretti ad intervenire con petizioni  popolari e, una volta raccolte le firme necessarie,  potremo festeggiare la vittoria dei nostri cani».


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