È di almeno 40mila euro il danno calcolato dopo il furto, l’altra notte, di tremila paia di scarpe da donna, un’intera collezione conto terzi, asportate da un calzaturificio in via Andria.
Per l’attività si è trattato del quarto tentativo di effrazione in meno di un anno. Nella prima occasione il bottino era stato di lieve entità, nelle successive due i furti erano stati sventati, ma in questa circostanza i ladri hanno portato a termine il disegno criminoso servendosi, prima di entrare materialmente in azione, di un sofisticato congegno che ha inibito, per un paio di minuti, il funzionamento del sistema di allarme. In questo modo, in quel breve lasso di tempo, hanno potuto oscurare le fotocellule e, da quel momento, lavorare indisturbati, al riparo da qualunque sorpresa.
Per penetrare nei locali, hanno praticato un foro nel muro confinante con un altro capannone, attualmente vuoto e, quindi, facilmente accessibile. Tanto è bastato per asportare l’ingente quantitativo di merce, caricarlo su propri automezzi e darsi alla fuga.
Le indagini sono affidate al Commissariato di pubblica sicurezza di Trani, nelle mani dei cui agenti vi sono, peraltro, una serie di elementi per ricostruire qualche passaggio di un’azione criminosa giunta, significativamente, all’indomani di lavori di implementazione della sicurezza del capannone, terminati il 15 dicembre e costati all’azienda ben 15mila euro.
Adesso, oltre gli evidenti disagi legati alla ricostruzione del muro e riparazione degli altri danni procurati dai malviventi, i sedici operai del calzaturificio dovranno fare gli straordinari e lavorare anche di notte per assicurare, all’azienda cui era diretta, la fornitura di scarpe finita nelle mani dei ladri: il giorno ultimo per la consegna sarebbe stato il 31 gennaio.
