«Ai tanti simpaticoni preciso: la parola non l'ho tolta a nessuno. Anzi, l'ho data non essendocene i presupposti, come risulta dalla registrazione. Tant'è che, per farmi autorizzare a ridare la parola, ho dovuto chiedere il voto del consiglio». Così Fabrizio Ferrante, su facebook, precisando ulteriormente la sua posizione sul “caso Santorsola”, esploso nel corso della seduta di martedì scorso con la salita sul banco di quest’ultimo per protesta.
«Un presidente non imparziale – prosegue Ferrante - non si sarebbe preso la briga, come ho fatto io, di sospendere la seduta, visionare la registrazione e farsi dare l'autorizzazione dall'intero consiglio. L'unico beneficio concesso è il cattivo funzionamento del tabellone elettronico. Questa è la verità, e sui banchi della massima assise cittadina non si sale per rispetto delle istituzioni».
