Per «Appuntamento con Trani», in programma la domenica su Radio Bombo, oggi è stato ospite il segretario e consigliere provinciale dell’Udc, Carlo Laurora. Con lui si è parlato delle imminenti elezioni politiche, con riferimento alla sua candidatura “di servizio”, ma anche della vita amministrativa a sei mesi dall’insediamento del sindaco Riserbato. Di seguito, una sintesi. Il resoconto completo sul prossimo «Giornale di Trani».
Ad un certo punto sembrava fatta. Cos'è cambiato in questi ultimi giorni per fare sfumare la sua candidatura?
Per il Senato, sarei stato proposto da Monti, ma in Puglia sono passate le candidature legate al movimento di Montezemolo e, quindi, gli equilibri in questa regione sono cambiati.
Per la Camera, poi è rispuntata Gabriella Carlucci. Vi si è costruita su un po’ di letteratura anche con riferimento al passato più o meno recente ed ai vostri incroci politici: casuale?
Credo di sì, e comunque, nei confronti della mia persona, si sta concretizzando la carica di segretario regionale del partito e, quindi, in prospettiva futura, non lo ritengo per nulla un problema. Tutt’altro.
Nel momento in cui ha scelto di non aderire al Pdl, Lei è stato un precursore. Ma allora, a maggior ragione, perché, dopo avere costruito un progetto nel territorio con l’Udc, non è arrivato un riconoscimento?
Come dicevo, nei prossimi giorni quel riconoscimento arriverà. Del resto, il mio partito non mi ha mai regalato nulla.
Si voterà alla fine del mandato di Gigi Riserbato, o anche prima?
È evidente che qualcosa non va, ma sono anche rispettoso della scelta dei cittadini. Io non sono tra quelli che pensano che, cambiando il sindaco, si possa cambiare da un giorno all'altro. Penso, però, che serva un senso di responsabilità, provando a uscire dallo steccato ed accogliere le proposte di chi sta dall’altra parte, per il bene comune.
Sta parlando di quel governo delle larghe intese invocato da Operamolla prima del ballottaggio?
Certo, serve costruire un percorso comune di speranza, mai come oggi necessari con i problemi della città.
Avete incontrato i “dissidenti”? Li accogliereste?
Li abbiamo incontrati, ma ci siamo solo soffermati sui temi e su prospettive generali. Nulla più.
