Che la nostra città sia stata surclassata da quelle a noi vicine è un dato di fatto che, ormai, ci fa vergognare dei nostri amministratori che ci hanno preceduto e che, purtroppo ci amministrano ancora.
In particolare volgo lo sguardo alle nostre strade. Ricordo quando ci vantavamo di essere una cittadina linda e ordinata e, di tanto, le innumerevoli attestazioni ci inorgoglivano. Oggi, invece, le strade sono diventate una sorta di discarica a cielo aperto.
Sono sotto gli occhi di tutti la sporcizia, l’abbandono di rifiuti di ogni genere, i cassonetti ricolmi e maleodoranti vicino agli esercizi commerciali e vicino ai ristoranti, per non parlare dei rifiuti che non vengono spazzati sotto i marciapiedi nelle varie vie cittadine specialmente quelle in periferia: via Verdi, via Togliatti angolo via del Ponte Romano, via Torrente antico, e sotto molti cavalcavia della 16 bis.
Siti ubicati nella periferia della nostra città che evidenziano abbandono di ogni genere di masserizie, elettrodomestici, vecchio mobilio, rifiuti edilizi e tanto altro ancora. E la situazione non migliora nel centro storico.
All’assessore all’ambiente, professor De Simone, sta tanto a cuore la salvaguardia dell’ambiente cittadino. A giudicare dai risultati, però, il suo operato è molto scarso: cosa ha fatto o intende fare per combattere l’abbandono illegale dei rifiuti nelle campagne e nella strade della città ed individuare e sanzionare i cittadini responsabili di detto insopportabile illecito?
L’abbandono illegale dei rifiuti, infatti, oltre a compromettere seriamente il futuro di Trani, città ad alta vocazione turistica, comporta per le casse comunali una spesa aggiuntiva di decine di migliaia di Euro all’anno, oltre a quella che già sopporta per il normale servizio di raccolta dei rifiuti.
Invitiamo l’amministrazione comunale alla tolleranza zero, impegnando risorse economiche importanti di fronte ad un fenomeno che sta arrecando danni all’immagine, al decoro, al paesaggio, all’ambiente ed alle casse comunali, per colpa di chi violenta in questo modo il nostro territorio.
Raffaella Merra (presidente associazione Leidaa)
