Sulla soglia del terzo millennio in grandi metropoli caotiche può anche passare inosservato che una giovane donna con un neonato in braccio vaghi nei pressi di un incrocio semaforico per chiedere l’elemosina, soprattutto se occasionalmente e per un breve periodo.
Se, però, ciò accade tutti i giorni e da svariati mesi in un incrocio semaforico di una via centrale della città di Trani, ubicato tra Corso Imbriani e Corso Italia, è veramente scandaloso.
La giovane donna, già durante la gravidanza, era solita fermarsi al lato delle autovetture ferme per il segnale rosso del semaforo a chiedere monete; sparita per qualche giorno, subito dopo il parto si è ripresentata con neonato al seguito ed ancora oggi è lì.
A chi spetta tutelare i diritti dell’infanzia se i genitori, ammesso che siano maggiorenni, sono talmente dissennati da presenziare nei pressi del sito probabilmente più trafficato della città a respirare i gas di scarico delle autovetture in qualsiasi condizione climatica?
Ci chiediamo anche se questa giovane madre è spinta ad elemosinare in quelle condizioni dalla miseria o da altro.
Abbiamo letto dello sgombero di un campo rom nelle scorse settimane ma, a quanto pare, la giovane donna in questione insieme al neonato vaga ancora per la città nella più totale indifferenza anche dei servizi sociali.
Il fatto è emblematico e vuole rappresentare un problema che si presenta, seppur con meno evidenza, anche in altre zone della città per stimolare l’intervento delle autorità competenti in primis a tutela dell’infanzia.
Ogni cittadino che arriva nei pressi di quell’incrocio, non si illuda di stare a posto con la coscienza per aver donato qualche centesimo di euro né l’amministrazione si illuda di aver risolto il problema dei rom con un banale sgombero di un casolare.
Trani Civica - Alessandro Moscatelli - Giovanni Loconte
