«Bisceglie ha pagato tutto». «A noi non risulta». Da una parte il sindaco, Francesco Spina, dall’altra l’amministratore unico di Amiu, Antonello Ruggiero. L’oggetto del contendere è l’ingiunzione di pagamento, al Comune di Bisceglie in favore dell’Amiu, firmata dal giudice del Tribunale di Trani per il servizio di smaltimento dei suoi rifiuti da parte dell’ex municipalizzata tranese.
Ieri, infatti, avevamo dato notizia del decreto con cui il giudice monocratico dispone che Bisceglie paghi 535mila euro in favore dell’Amiu, autorizzando, «in caso di mancato pagamento, l’esecuzione provvisoria del decreto».
Il primo cittadino di Bisceglie, in nota, chiarisce che «non si tratta di una decisione adottata con sentenza, ma di un semplice decreto ingiuntivo che sarà oggetto di opposizione da parte del Comune di Bisceglie allorquando verrà correttamente e giuridicamente notificato al Comune stesso. Infatti, le somme oggetto del decreto ingiuntivo sono state già corrisposte al Comune di Trani nei mesi scorsi, per cui è evidente che il decreto ingiuntivo verrà annullato con la sentenza che definirà il giudizio di opposizione».
Spina, inoltre, chiarisce che «il giudice ha emesso il decreto ingiuntivo “inaudita altera parte”, cioè senza poter tenere conto delle nostre ragioni e documentazioni, fidandosi così delle dichiarazioni e risultanze contabili certificate unilateralmente dall’Amiu di Trani». Di conseguenza, «laddove, naturalmente, le richieste e la documentazione allegata abbiano indotto in errore il giudice, l’Amiu potrà, come prevede la legge, ristorare il Comune di Bisceglie per gli eventuali danni. Auspico – conclude Spina - che le risultanze contabili attestate dall’Amiu siano coerenti con la reale situazione economico-finanziaria alla data dell’emissione del decreto ingiuntivo, al fine di preservare i buoni rapporti fra le istituzioni di Trani e Bisceglie».
Da Trani, Ruggiero replica così: «Se il Comune di Bisceglie fosse stato adempiente, non vi sarebbe stato alcun contenzioso. A noi risulta che vi sia, tuttora, un’importante esposizione debitoria e, a prescindere da tutto, nutriamo massima fiducia nell’operato della magistratura».
